Smartphone e droga: il carcere di Prato è ancora un bazar
Trovati altri cinque telefoni cellulari, hashish e cocaina. Un detenuto ha sfregiato il compagno di cella che si era rifiutato di portare lo stupefacente rientrando da un permesso premio
PRATO. Ci sono più smartphone nel carcere della Dogaia che all’Euronics del Parco Prato o al MediaWorld dei Gigli. Lo conferma l’ultimo aggiornamento sui sequestri di telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Maliseti fatto oggi, 15 maggio, dalla Procura. La polizia penitenziaria ne ha trovati altri cinque: uno nella nona sezione in una cartellina porta-documenti, uno nella decima sezione in una pantofola, un micro-telefono nella prima sezione con 31 grammi di hashish e due in altrettanti pacchetti vicino al muro di cinta con 11 grammi di cocaina e 200 grammi di hashish. Insomma, un vero e proprio bazar.
Ma è la droga che scatena le peggiori tensioni: è emerso che un detenuto marocchino ha sfregiato un connazionale con una lametta procurandogli un taglio dalla bocca all’orecchio perché il malcapitato si era rifiutato di portare droga in carcere al rientro da un permesso premio.
Quanto ai telefoni cellulari, nonostante le due maxi-perquisizioni del 28 giugno e del 22 novembre dell’anno scorso, continuano a entrare tranquillamente. Dal settembre 2024 ne sono stati sequestrati 72, di cui 43 nel solo 2025, ma ce ne sono altri ancora attivi sia nel reparto di alta sicurezza che in quello di media sicurezza. La Procura ne è sicura perché ci sono segnali della presenza di Imei (il codice di 15 caratteri associato a ogni singolo apparecchio) che non sono stati ancora trovati. Nel corso delle indagini si è scoperto che alcuni detenuti del reparto di alta sicurezza, quello destinato ai membri della criminalità organizzata, gestivano addirittura profili TikTok senza farsi problemi. C’erano anche routers per collegarsi alla rete Internet.
Quanto alla droga, negli ultimi due anni ci sono stati ben 35 sequestri (due chili e 400 grammi di hashish, 250 grammi di cocaina, 4 grammi di eroina). Spesso sono i familiari che la portano durante i colloqui, ma si è sviluppato un mercato di fornitori che la lanciano dall’esterno usando fionde, frecce, droni e martelli, in qualche caso anche palloni da calcio.
La Procura, nel dare notizia degli ultimi sequestri, è tornata a consigliare una schermatura dell’intera struttura per impedire che arrivi il segnale, oppure disturbatori di frequenza che avrebbero lo stesso scopo. Sarebbe molto più semplice che continuare a cercare di intercettare i telefoni cellulari che entrano in carcere. Per quanto riguarda la droga, invece, non esistono schermature che tengano.
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