La guida
Prato, migliorano le condizioni del cameriere accoltellato al cuore: oggi l'udienza del 16enne accusato di tentato omicidio
Il 23enne, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi, è ancora in gravi condizioni ma sta rispondendo bene ai trattamenti
PRATO. Partiamo dalla notizia più importante, quella delle condizioni di Iacopo Cerbai, il cameriere di 23 anni accoltellato nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 maggio in piazza Mercatale dopo essere uscito dal ristorante dove aveva lavorato fino a quel momento. E pur tenendo presente che le condizioni del giovane restano gravissime, le notizie che arrivano dal reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Careggi rappresentano un raggio di luce in ore che sono state terribilmente buie: il ragazzo starebbe infatti rispondendo bene ai trattamenti sanitari, sarebbe cosciente ed è stato anche estubato, segno che può respirare autonomamente.
Adesso è atteso a nuovi esami ma, aspetto importante, non avrebbe riportato danni neurologici, questo grazie a degli angeli sotto forma di medici e soccorritori che nel momento più concitato, quando in una frazione di secondo sei chiamato a prendere una decisione che può decidere la vita o la morte, hanno fatto la cosa giusta.
L’udienza di convalida
Intanto questa mattina al tribunale dei minori di Firenze è prevista l'udienza per la convalida dell'arresto del 16enne italiano che due notti fa ha accoltellato Iacopo in una tentata rapina. Ancora da fissare invece l’udienza per il 26enne honduregno che era insieme al 16enne. Entrambi si trovano in carcere e sono indiziati di tentato omicidio, tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.
L’aggressione
L’accaduto di quella maledetta notte è stato ripreso dalle telecamere che vegliano su piazza Mercatale. L’oscurità e le immagini sgranate del video messo a disposizione dalla procura di Prato non bastano a nascondere l’orrore che sta dietro a quei fotogrammi. La prima immagine è quella di due persone che escono dal Ristorante Casa Targi: si tratta di Iacopo, il cameriere della frazione vaianese di La Briglia, e di un collega 29enne di origine albanese. Col telecomando, come si vede dalle frecce che si accendono, aprono le portiere di un’auto parcheggiata lì davanti quando, all’improvviso, si avvicinano due figure. Si tratterebbe appunto del 16enne e del suo compagno. Nasce un parapiglia, in cui viene suo malgrado coinvolta anche la titolare del locale. Un tentativo di rapina secondo quanto ricostruito poi dalle testimonianze, con il 16enne che avrebbe impugnato il coltello, mentre il suo complice faceva credere di avere una pistola. Il parapiglia prosegue per diversi secondi, con inseguimenti a piedi e con i protagonisti che rischiano di essere anche travolti dalle auto di passaggio, mentre sullo sfondo si notano alcuni passanti che forse non si rendono nemmeno conto di quanto sta accadendo. Nel video si vede anche un’auto che si ferma, non è chiaro cosa provino a comunicare all’occupante, e poi un nuovo inseguimento.
Fin qui le immagini che, senza sapere il “dopo”, potrebbero sembrare quelle di una “banale” lite. Ma anche se non c’è mai niente di banale in un gesto di violenza, al termine di quella contesa è rimasto il corpo di Iacopo a terra, più vicino alla morte che alla vita, e mentre la polizia intervenuta sul posto riusciva a rintracciare e arrestare in breve tempo, e anche a breve distanza (si trovavano davanti a un locale in via Settesoldi, nemmeno a 250 metri dal luogo della tentata rapina) il 16enne e il 26enne, in piazza Mercatale si lottava per strappare un ragazzo alla morte.
I soccorsi
E se oggi possiamo guardare con speranza alle condizioni del ragazzo, come evidenziato nei diversi interventi delle istituzioni (dal presidente della Regione Eugenio Giani a quello della Provincia Simone Calamai) il merito è tutto della professionalità dei medici e dei soccorritori intervenuti. Per due volte i sanitari dell’automedica (il dottor Alessandro Scalabrini e l’infermiera) hanno rianimato il giovane sul posto, per poi prendere una decisione fondamentale: l’istinto sarebbe stato quello di correre a Careggi, ma occorreva intervenire subito per stabilizzare il ragazzo, che quindi è stato portato al più vicino Santo Stefano. Qui, nel pronto soccorso guidato dal dottor Simone Magazzini, a prendersi cura del giovane sono stati il medico Giuseppe Caruso, il cardiologo Toni Badia e l’anestesista Lorenzo Tutino, mentre il dottor Stefano Cantafio, pur non essendo un cardiochirurgo, ha effettuato un intervento d’urgenza per suturare il cuore, e permettere a Iacopo di affrontare il momento critico prima di trasferirlo d’urgenza a Careggi.
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