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Prato, candidata Pd subissata di insulti sessisti e razzisti: bufera social su Arjana Salimusaj

di Alessandro Formichella
Prato, candidata Pd subissata di insulti sessisti e razzisti: bufera social su Arjana Salimusaj

Minacce, offese e odio in rete dopo i post su Cpr e decreto sicurezza. La 23enne raccoglie prove per denunciare: “Queste non sono opinioni, è violenza”. Solidarietà da Biffoni: “Uno schifo totale”. E c’è anche chi incita a stuprarla

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PRATO. Una valanga di offese con il pieno di brutalità contro la giovane Arjana Salimusaj, 23 anni, studentessa di ingegneria, cittadina italiana di origine albanese, dirigente dei Giovani Democratici di Prato e candidata al consiglio comunale alle elezioni del prossimo 24 e 25 maggio a sostegno di Matteo Biffoni. In meno di cinque giorni, sui suoi profili social Instagram e Facebook sembra essersi scatenato l'inferno di offese, dopo che la giovane candidata al Consiglio comunale ha postato alcune sue opinioni critiche sulla eventualità di un Cpr (Centro per il rimpatrio dei migranti) in Toscana e dopo un altro sul Decreto sicurezza.

«Da cinque giorni leggo commenti offensivi di ogni genere- dice Arjana - che vengono messi su Instagram e Facebook ai miei post. Offese che si susseguono, fatte non so se davvero come una strategia d'attacco. Sembra che siano profili ghost (fantasma), ma non tutti; mi sono accertata e ho visto che alcuni sono reali. Da parte mia sto raccogliendo il materiale per presentare denuncia alla polizia».

Violenza gratuita scagliata a velocità dei social. E quindi a velocità supersonica, si direbbe, che non è sfuggita a molti lettori e a chi "scrolla" continuamente Facebook e Instagram. «Non sta accadendo solo a me, ma anche ad altre candidate del PD e di altre liste del centrosinistra», dice Arjana. Sotto al suo post su Instagram che criticava la scelta del governo di mettere un Cpr per i migranti in Toscana (opzione fortemente avversata anche dal presidente della Regione, Eugenio Giani), si è scatenato tutto di più: contro Arjana c'è chi ha postato «Allora lasciamoli liberi, speriamo che uno di loro ti stupri. Quando avrai un cacciavite piantato in gola cambierai idea, lurida sguattera» ha scritto A.R. (nome coperto), e a seguire S.G. che ha scritto «se ti violentano puoi portarlo a casa tua» ed ancora F.F. che scrive, in pieno tono razzista, «Sicuramente brava, ma una albanese non rappresenta sicuramente la nostra città».

Razzismo da bar dietro l'angolo. Ma la vicenda, turpe a dir poco, sta proseguendo da giorni. Ieri, domenica 26 aprile, una persona con il nickname “Nel paese delle Oche" ha scritto sul profilo di Arjana: «Fai cagare, ma tette da dieci... tappati il culo e scorreggia meno... quello è l'unico rumore», e nel pomeriggio sempre di ieri un altro probabile nick fantasma ha lasciato traccia su Instagram scrivendo: «Quanto sei brutta, tornatene al tuo paese... che là ti mettono a battere.

Arjana Salimusaj sta raccogliendo gli screen shot sui social scagliati contro di lei e arrabbiata replica: «Commenti violenti, sessisti e razzisti non possono passare come opinioni. Va detto chiaramente: quello che è successo in questi giorni e in queste ore è un episodio isolato, ma si tratta di un sistema che ci vuole pacate, accondiscendenti e zitte. Questa è violenza, non scambio democratico di visioni. E' il segno di un patriarcato profondamente radicato nella nostra società. Denunciare è fondamentale».

Sul caso interviene anche il consigliere regionale Matteo Biffoni (Pd) candidato a sindaco di Prato: «Una vergogna. Uno schifo totale, roba da trogloditi. Purtroppo talvolta i social sono quella roba lì. Solidarietà massima a Arjana».

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