Il compleanno
Prato, l’appello della ministra per le Disabilità: «Mettere al centro la persona»
Alessandra Locatelli ha incontrato le associazioni di volontariato nella sede della Misericordia
PRATO. Non è stata soltanto una visita istituzionale sul tema della disabilità. L’arrivo a Prato, oggi 23 aprile, della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, esponente della Lega, è caduta infatti in un momento politico tutt’altro che neutro. Alla vigilia della consegna delle liste per le candidature a sindaco, la presenza di un ministro del Carroccio ha assunto inevitabilmente anche il valore di un segnale politico, oltre che amministrativo. In una città già entrata nel vivo della campagna elettorale, la tappa pratese della responsabile del dicastero per le Disabilità si è prestata a una doppia lettura: da una parte il confronto con il mondo del terzo settore, dall’altra la volontà di marcare una presenza sul territorio in un momento decisivo per gli equilibri politici di Prato. La visita si è svolta nella sede della Misericordia, dove Locatelli ha incontrato associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel campo dell’assistenza, dell’inclusione e dei servizi alle persone con disabilità. Al centro dell’incontro, secondo quanto emerso, la necessità di “mettere al centro la persona” e di innovare i servizi, superando una logica puramente prestazionale per puntare su percorsi più personalizzati, integrati e capaci di valorizzare il ruolo delle famiglie e della rete sociale. Il messaggio della ministra si è mosso lungo una linea ormai consolidata: la disabilità non va affrontata come materia separata o marginale, ma come tema che attraversa l’intera organizzazione dei servizi, delle comunità e delle politiche pubbliche. In questo quadro, Locatelli ha ribadito l’importanza del lavoro comune fra istituzioni, terzo settore e privato sociale, indicando proprio nella costruzione di alleanze territoriali uno degli strumenti più efficaci per dare risposte concrete. La visita alla Misericordia, con al centro il tema del rapporto fra istituzioni e realtà associative, si inserisce del resto in una fase in cui Prato sta tornando a proporsi anche come laboratorio di esperienze sociali e di inclusione. Lunedì scorso l’attenzione si è concentrata su Casa Renato Ciabatti di viale Borgovalsugana, struttura cittadina dedicata all’accoglienza di persone in condizione di marginalità, rilanciata negli ultimi mesi come esempio di collaborazione tra terzo settore, enti pubblici e soggetti privati socialmente impegnati. A Prato, città dove il tessuto associativo rappresenta da anni una risorsa fondamentale sul piano sociale, la visita ha assunto il significato di un riconoscimento politico e istituzionale a quel patrimonio di esperienze che opera accanto ai servizi pubblici. Non a caso la scelta della Misericordia come sede dell’incontro ha avuto anche un valore fortemente indicativo: parlare di disabilità dentro uno dei luoghi storici del volontariato organizzato per richiamare il peso delle comunità nel sistema di welfare locale. Ma sullo sfondo resta la politica. Perché se i contenuti dell’iniziativa sono stati quelli di una agenda nazionale su inclusione, assistenza e diritti, il calendario non è passato inosservato. Sabato si consegnano ufficialmente le liste per la corsa a sindaco di Prato, e l’arrivo di una ministra della Lega proprio in queste ore si inserisce inevitabilmente nel quadro di una campagna elettorale che cerca sponde, visibilità e legittimazione nazionale.
