La guida
Montemurlo, la discarica abusiva sul Monteferrato conteneva 11.500 tonnellate di rifiuti
Sono terminate le verifiche dei tecnici sul terreno dove venivano gettati gli scarti edili ed è in corso il processo a cinque imputati. Ora si attende la bonifica a spese dei privati
MONTEMURLO. Nell’area protetta del Monteferrato, nella zona del fosso di Strigliana, era stata realizzata una enorme discarica abusiva dove nel corso degli anni sono stati gettati scarti edili, di plastica e di ferro. Il processo nei confronti dei presunti responsabili (il nipote della proprietaria del terreno, deceduta nel 2025, tre imprenditori edili e un sessantenne che si occupava dello smaltimento abusivo) è tuttora in corso.
Per anni i camion gestiti dal sessantenne hanno fatto la spola tra la piana e la discarica abusiva percorrendo una stradina sterrata, al riparo da sguardi indiscreti, fino a quando la discarica non è diventata troppo ingombrante e non è più stato possibile ignorarla. Nel 2024 si stimava che nella discarica fossero state smaltite 2.500 tonnellate di rifiuti, ma ora si scopre che erano molte di più, quattro volte tanto.
La discarica è stata scoperta tre anni fa e in questi giorni sono terminate le operazioni di verifica sull’area di circa 2.000 metri quadrati, riempita con circa 6.000 metri cubi di rifiuti, pari a 11.500 tonnellate. In alcuni punti l’accumulo dei rifiuti ha raggiunto uno spessore di circa 7 metri. Le verifiche sono state compiute dai tecnici dell’Arpat e dai carabinieri forestali.
Dopo la scoperta della discarica, il Comune di Montemurlo ha messo in sicurezza l’area e ha emesso nei confronti del nipote della proprietaria un’ordinanza di rimozione e bonifica. Ora il proprietario o eventuali altri eredi dovranno sobbarcarsi i costi della rimozione e della bonifica, per far tornare la zona allo stato originario. Tra le accuse mosse ai cinque imputati del processo c’è anche quella della violazione del vincolo idraulico, perché la realizzazione della discarica ha interessato l’impluvio del fosso di Strigliana, alterando l’alveo e la forma degli argini, in un territorio, come ha insegnato l’alluvione del novembre 2023, che è estremamente fragile. Dunque gli imputati dovranno rispondere della realizzazione di una discarica non autorizzata, del deturpamento delle bellezze naturali e della realizzazione di opere edilizie abusive.
L’abbandono abusivo di rifiuti, ricorda il procuratore Luca Tescaroli in una nota, è uno dei tanti problemi che affliggono il territorio di competenza della Procura, che già da tempo ha promosso l’uso dei droni per controllare lo smaltimento abusivo, soprattutto di scarti tessili provenienti dalle tante confezioni cinesi del Macrolotto. Il problema è che le armi contro gli smaltitori abusivi spesso sono spuntate. Il nucleo investigativo dei carabinieri forestali, per esempio, anziché essere rafforzato, è stato ulteriormente ridotto di una unità e al momento può contare su tre militari (un tenente colonnello, un maresciallo e un appuntato).
