Prato, la polizia municipale ferma un commando armato: cinque arresti e una missione da chiarire
In auto pistola clandestina, bomba carta con miccia, manganello e bastone. La Procura: possibile agguato su commissione
PRATO. Cinque uomini cinesi arrivati da pochi giorni in Italia viaggiano in auto nel cuore di Prato con una pistola clandestina, un ordigno artigianale e armi improprie. Per gli investigatori si tratta di un commando con una missione precisa. Un possibile agguato su commissione preparato con armi ed esplosivo. Tutti e cinque arrestati e finiti in carcere.
Cosa è successo
Il controllo della polizia municipale scatta poco prima della mezzanotte del 3 marzo in via Fabio Filzi. Gli agenti fermano una Fiat Punto con cinque cittadini cinesi a bordo. Durante l’intervento uno dei passeggeri sui sedili posteriori passa un oggetto al compagno seduto accanto. L’uomo lo afferra e lo lancia dal finestrino. Gli agenti recuperano l’oggetto. È un ordigno esplosivo artigianale, una bomba carta lunga circa dieci centimetri con miccia e rivestita da nastro isolante nero.
Le armi
La perquisizione dell’auto porta alla scoperta di altre armi. Sotto il sedile del conducente gli investigatori trovano una pistola CZ 75 calibro 9x19 parabellum priva di matricola. Accanto c’è un caricatore con tre proiettili. Nel vano dietro il sedile anteriore compare un manganello metallico estensibile lungo 63 centimetri con impugnatura rivestita di nastro isolante. Vicino al posto di guida c’è anche un bastone di legno lungo 75 centimetri.
Un esperto nominato dagli inquirenti analizza il materiale sequestrato e conferma la natura dell’esplosivo e dell’arma da fuoco. La pistola risulta clandestina. L’ordigno è stato costruito artigianalmente e preparato per l’innesco. La Procura di Prato guidata da Luca Tescaroli contesta ai cinque uomini i reati di detenzione e porto illegale di arma clandestina, detenzione e porto di ordigno esplosivo, ricettazione e porto di oggetti atti a offendere.
In manette
Gli arrestati hanno tra 35 e 48 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sono arrivati in Italia da pochi giorni. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto per tutti la custodia cautelare in carcere. Gli inquirenti lavorano sulla pista di un gruppo incaricato di colpire un obiettivo preciso, come se fossero arrivati in città su mandato di qualcuno per mettere a segno un blitz contro qualcuno. L’ipotesi, dunque, è quella di una squadra arrivata per eseguire un raid violento. Le indagini puntano a chiarire quale bersaglio fosse stato individuato e chi abbia affidato la missione. Le indagini si sono sviluppate con il contributo della polizia municipale di Prato, impegnata nelle attività di controllo che hanno portato al fermo dell’auto e al sequestro delle armi.
