Caos nei computer dei medici di famiglia: sono spariti centinaia di assistiti
E’ in corso l’aggiornamento dei dati anagrafici. E l’Asl chiede indietro le quote per i pazienti che si sono trasferiti all’estero
PRATO. Pazienti impossibilitati a fare il cambio del medico o a prenderne uno nuovo, certificati e prescrizioni senza poter fare un controllo dettagliato sulle patologie delle persone, in alcuni casi prelievo forzoso sui conti correnti dei medici di base per gli assistiti iscritti all’Aire (l’anagrafe dei cittadini residenti all’estero) non denunciati negli ultimi dieci anni e, quindi, non più a carico del sistema sanitario nazionale. Negli ambulatori dei medici di famiglia sta accadendo di tutto negli ultimi giorni. L’allineamento dei dati anagrafici e sanitari dei pazienti fra il sistema informatico regionale e quello nazionale partito venerdì 27 febbraio sta mandando in tilt i sistemi informatici che sono in uso ai medici, con la conseguente difficoltà a lavorare e operare in sicurezza sugli assistiti. Ci sono medici ai quali, a conti fatti, sono scomparsi dal sistema anche 500 assistiti e, quindi, in questi giorni di fatto molte persone si troverebbero senza medico di base. Ma cosa sta avvenendo? La nuova Ana (Anagrafe nazionale assistiti), finanziata con i fondi del Pnrr, deve correre per essere ultimata entro marzo costringendo le Regioni ad allineare i propri sistemi locali con l’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente) per garantire l’affidabilità dei dati anagrafici di base (cittadinanza e residenza). Per consentire questo passaggio tecnico, tutt’altro che semplice con il trasferimento di milioni di dati, alcune regioni come la Toscana hanno già segnalato da tempo delle sospensioni temporanee dei servizi quali la scelta e revoca del medico di famiglia. Ma i disagi sembrano complicarsi. Secondo Rosanna Sciumbata, medico di famiglia, «la situazione si sta facendo complicata perché è da venerdì scorso che i medici di famiglia sono praticamente bloccati, se non per propria iniziativa, ad assistere tutti i pazienti visto che a molti di noi sono scomparsi nominativi e relative patologie. Continuiamo a lavorare per serietà, ma come possiamo fare un certificato per malattia assenza sul lavoro se la persona non ci risulta più al desk?» chiede la dottoressa. Ma ci sarebbe di più. Con la “pulizia” e il filtraggio dei dati di questi giorni, l’Asl toscana centro, secondo i medici pratesi, starebbe rimettendo a posto lacune sommatesi nel tempo; come quella di riprendere indietro i soldi degli assistiti iscritti all’Aire, dove l’incrocio dati con l’anagrafe nazionale non era andata a buon fine o non era stata fatta in tempi utili. «Ad alcuni medici il prelievo è stato di alcune centinaia di euro, ma ci sono casi anche dove è stata richiesta la restituzione di alcune migliaia di euro» prosegue Sciumbata. Il problema che più temono i medici di base è quello, nel caos di questi giorni, di incorrere involontariamente in illeciti amministrativi, non avendo certezza dei dati che compaiono nel sistema informatico. Ed è per questo che l’allarme e la sollecitazione tornano in primo piano. «Il disagio è alto. Non si sa cosa prescrivere o meno, non vediamo i dati – continua Sciumbata – In teoria il sistema informatico sarebbe dovuto essere completato lunedì scorso. Non ci sono informazioni da parte dell’Asl. Si naviga nel buio e nessuno comunica quando questo grande caos sarà risolto». Fino a ieri mattina, 4 marzo, la situazione non era stata risolta.
