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I tassisti di Prato e la disavventura di due non vedenti: «Ecco perché quella sera non c’era un mezzo»
Il presidente della cooperativa spiega che c’è stata un’emergenza sull’autostrada e tutte le macchine sono state dirottate lì
PRATO. Dopo aver letto la storia di Massimiliano Matteoni e Francesca D’Alò, i due non vedenti che mercoledì sera, 25 febbraio, sono rimasti a piedi perché in città non c’era nemmeno un taxi, la Cooperativa tassisti pratesi ha deciso di spiegare che cosa è accaduto.
«Noi nella fascia serale abbiamo a disposizione del territorio fra i 5 e i 6 taxi – spiegano il presidente Andrea Cannone e il vice Stefano Filaci – E lo stesso è accaduto mercoledì sera. Intorno alle 20.30 però siamo stati chiamati per un problema sull'autostrada, con un bus fermo fra Pistoia e Prato Ovest, diretto verso l'Emilia Romagna. C'è stato bisogno dell'intervento di cinque mezzi, dei quali due sono andati a Modena, due a Bologna e uno a Ferrara. A quel punto il servizio in città è rimasto sguarnito. Un caso più unico che raro, ma che non ci può portare a modificare il servizio. La sera c'è poca richiesta di taxi e di sicuro non possiamo tenere in servizio più mezzi per farli restare fermi in centrale».
La Cooperativa spiega che le due persone non vedenti «sono ben conosciute dai tassisti pratesi. E come loro stessi hanno detto abbiamo sempre esaudito le loro necessità di spostamento. Se una sera, però, accade un evento straordinario, non si può certo mettere in discussione l'intera organizzazione di una Cooperativa» sottolinea il presidente Cannone. «Anzi, aggiungo che dalla mezzanotte in poi abbiamo sempre in servizio tre mezzi, quindi copriamo anche momenti della notte con pochissima richiesta».
