Prato, il racket dei permessi a pagamento davanti alla Questura e i pestaggi agli immigrati di altre nazionalità
Due cinesi indagati per gestione illecita della fila all’ufficio immigrazione: chi non pagava veniva aggredito e preso a bastonate
PRATO All’alba la fila si forma davanti all’ufficio immigrazione della Questura di Prato. Dieci accessi per sessione, il lunedì, e settimane di attesa per ottenere un appuntamento utile alla richiesta di protezione internazionale. È su quel tratto di marciapiede che, secondo la Procura della Repubblica guidata da Luca Tescaroli, si sarebbe radicato un sistema illecito di gestione degli ingressi, costruito su pagamenti in denaro e, in alcuni casi, sulla violenza.
L’ufficio ha emesso un decreto di perquisizione personale, locale e informatica, con contestuale sequestro, nei confronti di due cittadini cinesi, entrambi di 47 anni, ritenuti promotori di un’attività di indebita intrusione nella gestione degli accessi. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Prato, ipotizzano che gli indagati, a fronte di compensi variabili tra mille e millecinquecento euro, imponessero propri collaboratori – almeno tredici quelli individuati – in fila per conto di richiedenti di origine sinica, assicurando loro una posizione utile al momento dell’apertura degli uffici.
In questo modo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, veniva impedito o comunque ritardato l’accesso al servizio ad altri utenti. Il numero degli ingressi è limitato a dieci persone per sessione, circostanza che avrebbe reso particolarmente appetibile la possibilità di “prenotare” un posto. L’attività di condizionamento avrebbe inoltre generato condotte violente nei confronti di chi tentava di inserirsi nella fila senza aver effettuato il pagamento.
La Procura documenta episodi specifici. Il 4 gennaio 2026 due cittadini egiziani sarebbero stati picchiati, e presi a bastonate, per essere estromessi dalla fila; i due si sarebbero poi dati alla fuga. Un’ulteriore aggressione si è verificata stamani mattina ai danni di un cittadino pakistano che stava tentando di inserirsi. I fatti, si legge nel comunicato della procura, sarebbero stati commessi almeno a partire da gennaio 2026 sino a oggi.
Nel corso delle perquisizioni eseguite nella mattinata odierna, gli agenti hanno sequestrato documentazione inerente pratiche di protezione e asilo internazionale e denaro contante per un ammontare di tremila euro.
