Il nuovo stadio di Prato già divide e il circolo del tennis non ci sta
Il presidente del Ct Etruria: «Non si cancellano 76 anni di storia con un rendering»
PRATO. Il progetto ancora non c’è e i soldi nemmeno, ma il vagheggiato nuovo stadio Lungobisenzio sta già facendo discutere. E divide.
Intanto protesta il Circolo Tennis Etruria, che ha i campi accanto allo stadio e teme di doversi spostare se il progetto andrà in porto. «76 anni di storia non si cancellano con un rendering – dice il presidente Edoardo Sarti – Settantasei anni di risultati sportivi che hanno portato Prato alla ribalta delle cronache nazionali. Settantasei anni di impegno sociale, educativo e formativo verso giovani e famiglie. Oltre 300 famiglie gravitano attorno al nostro circolo, insieme a dipendenti, istruttori, collaboratori e al ristorante che costituisce parte integrante della vita sociale dell’impianto. Una comunità viva, attiva, produttiva. Apprendiamo tutto questo dai giornali, senza che il Circolo sia stato preventivamente informato o coinvolto. Non è questo il modo di affrontare scelte che incidono così profondamente sulla storia e sugli equilibri sportivi della città».
Il presidente Sarti chiarisce che non vuole essere un ostacolo allo sviluppo e non è contro il calcio, ma pretende rispetto e confronto: «Chiediamo che prima di ipotizzare spostamenti si valuti con serietà l’impatto sociale, economico e sportivo di una simile scelta. La storia sportiva di Prato non è fatta da una sola realtà. È fatta da più eccellenze, che meritano tutte ascolto».
Chi sostiene senza se e senza ma il progetto della presidente Asmaa Gacem è invece la Lega. «Ringrazio sinceramente la presidente Gacem – dice l’ex consigliere comunale Claudiu Stanasel – per aver portato a Prato una proposta moderna, strutturata e capace di restituire dignità allo sport pratese. Il nuovo stadio non è solo un’infrastruttura, ma un investimento nell’identità e nell’orgoglio di tutta la comunità. È questo lo spirito che serve per far tornare Prato a sognare, per ridare centralità ai tifosi e per costruire un futuro che questa città attende da troppi anni».
Stanasel contesta apertamente le dichiarazioni di del delegato Coni Massimo Taiti e altri commentatori apparse sulla stampa in disaccordo col progetto presentato dalla presidente Gacem, definendole «l’ennesimo tentativo di ridurre, ridimensionare e frenare. Questo bisogno costante di abbassare l’asticella rappresenta il fallimento di decenni di visioni provinciali, condizionate da personalismi e mentalità ristrette. Una mentalità che ha bloccato Prato troppo a lungo».
La deputata di Forza Italia Erica Mazzetti se la prende invece col Pd. «Non è il tempo dei rendering, è il tempo del fare pianificazione – dice Mazzetti – Allo stesso tempo, è decisivo aprire un nuovo capitolo nella gestione degli impianti sportivi, da sempre e, soprattutto, durante le giunte Biffoni-Bugetti, nota dolente della città. È incredibile che Biffoni vada in giro a vantarsi di quanto fatto, cioè niente perché non sono stati realizzati nuovi impianti e nulla è stato fatto per mettere in regola quegli esistenti. Negli ultimi anni, larga parte degli impianti è stata data in gestione a società sportive senza l'idoneità con l'impegno – sulla carta – a fare gli interventi: come è noto, le disponibilità sono poche, le società si sono arrangiate, con tutti i rischi connessi, e gli impianti sono stati tenuti aperti in deroga, più per consenso che per un interesse effettivo al movimento sportivo pratese. È stato Biffoni a chiudere il Lungobisenzio».
