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Stop ai treni tra Prato e Bologna: la Valbisenzio chiede aiuto a Giani
Dal 29 settembre i lavori alla galleria tra Vernio e San Benedetto, i sindaci reclamano corse aggiuntive
PRATO. Vogliono più treni sulla tratta Prato-Vernio e li vogliono in orari diversi. Non vogliono il bus, perché hanno già sperimentato che non funziona. Chiedono aiuto alla Regione, anche perché i lavori sulla linea ferroviaria Prato-Bologna potrebbero allungarsi fino al 2027, e sarebbe una sciagura per i tanti pendolari.
Questo il senso di una lettera inviata dalla Provincia di Prato e dai sindaci della Valbisenzio al presidente della Regione Eugenio Giani e all’assessore ai Trasporti Stefano Baccelli.
Tra un mese, il 29 settembre, si interromperà il collegamento ferroviario tra Prato e Bologna per i lavori alla galleria della Direttissima, fino al 13 dicembre. Entro un mese, chiedono i sindaci, bisognerà trovare una soluzione perché l’assetto deciso da Trenitalia non li convince.
Per questo, i firmatari della lettera hanno avanzato una serie di richieste puntuali di integrazione del servizio. Eccole, punto per punto.
Nuove corse ferroviarie e anticipo/posticipo di alcuni treni per migliorare le coincidenze con le tratte verso Firenze Santa Maria Novella e Pistoia; ripristino di treni soppressi in orari cruciali, sia nella direzione Vernio-Prato che Prato-Vernio; modifiche agli orari di partenza da Prato Centrale per garantire l’interscambio in caso di piccoli ritardi dei treni provenienti da Firenze e Pistoia; un’adeguata corrispondenza tra i servizi ferroviari e gli eventuali autobus sostitutivi da e per San Benedetto Val di Sambro e Bologna Centrale, in coincidenza con i treni locali sulla linea Prato–Vernio.
Inoltre, viene sottolineata l’assoluta non praticabilità di soluzioni basate su servizi automobilistici, a causa delle difficili condizioni della viabilità nella zona, sia per ragioni infrastrutturali sia a causa di un traffico veicolare già molto intenso. Viene quindi richiesto che l’integrazione al servizio sia esclusivamente di carattere ferroviario.
«La gomma non la vogliamo – taglia corto Davide Puccianti, assessore alla Mobilità di Vaiano – In questi anni abbiamo visto che non funziona. Da Prato a Bologna il bus ci mette un’ora e 50, da Vernio ancora di più. C’è la ferrovia, sfruttiamo meglio la tratta Vernio-Prato. Intanto cambiamo gli orari. Trenitalia ha fissato le partenze da Prato al minuto 7 di ogni ora, invece che a 13 o 43 come era prima. Così i viaggiatori rischiano di perdere le coincidenze. Inoltre col blocco della galleria la linea sarà più libera e c’è bisogno di treni aggiuntivi, per coprire fasce orarie ora scoperte».
Le cose che invece non sono scritte nella lettera sono ancora più preoccupanti. Si è saputo infatti che i lavori alla galleria di Vernio (allargata per rispondere ai parametri europei del trasporto merci) potrebbero andare avanti fino al 2027 perché sono state trovate delle criticità strutturali. «Un bel problema – commenta Puccianti – In Vallata deve rimanere qualcosa». Per esempio le nuove fermate alla Briglia, Carmignanello e Terrigoli, che Rfi non vuole fare, anche se sull’altro versante, tra Pianoro e Bologna, ne hanno già fatte quattro. Ma soprattutto un’integrazione tra ferrovia e bus di Prato, anche solo per evitare che 7 bus partano ogni mattina per portare gli studenti a Prato, intasando la 325.
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