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Prato e il rischio alluvione: «All’appello mancano 150 milioni di euro»

di Alessandro Formichella
Prato e il rischio alluvione: «All’appello mancano 150 milioni di euro»

È la stima del consigliere regionale del Pd Marco Martini, che dà la colpa al governo

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PRATO. «Oltre l’80 % dei lavori di manutenzione ordinaria del reticolo idrografico sono stati eseguiti. Ma ci sono da fare nuove opere come casse di espansione e laminazione, di cui non si vede traccia dei finanziamenti promessi dal governo centrale».

A dirlo è il consigliere regionale del Partito democratico Marco Martini, uno di quelli che, anche da ex sindaco di un comune come Poggio a Caiano che fu colpito dall’alluvione nel 1992, segue da anni il tema della sicurezza idraulica. Questione vitale oggi per Prato e tutto il pratese dopo i tragici eventi del novembre 2023.

All’appello secondo Martini mancano ancora il miliardo e cento milioni promessi dal governo Meloni che dovrebbe coprire le esigenze di sicurezza di tutta la regione; a Prato spetterebbe una fetta di 150 milioni per realizzare nuove opere.

Intanto oggi si è tenuta una riunione ad hoc convocata dal commissario straordinario, Claudio Sammartino, per stilare una prima verifica sullo stato di avanzamento degli interventi di manutenzione e pulizia del territorio comunale e, assieme a questi, di tombini, caditoie, delle strutture di smaltimento delle acque, delle gore, delle aree a verde pubblico e di quelle interessate dai corsi d’acqua. Il confronto operativo metterà sul tavolo un report sui lavori eseguiti e sulle iniziative ancora necessarie per eliminare possibili cause di rischio idrogeologico ed idraulico sul territorio della città.

Oltre al Comune, alla riunione hanno partecipato i rappresentanti degli Enti coinvolti nella gestione del reticolo idrografico, dai vigili del fuoco al Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Alia, Publiacqua e Consiag Servizi Comuni.

I lavori ordinari e straordinari di prima emergenza lungo il Bisenzio, in questi circa due anni dalla fine del 2023, sono stati eseguiti. La preoccupazione si concentra sul reticolo minore, rii e piccoli torrenti, come la Bardena, dove necessitano ancora lavori di sistemazione definitiva a monte del torrente.

«Preoccupa il fatto che manchino ad oggi i finanziamenti dello Stato che erano stati promessi e che per Prato significherebbero 150 milioni di lavori per opere di nuova realizzazione – prosegue Marco Martini – Al di là della propaganda politica di alcuni partiti del centrodestra, la manutenzione ordinaria, quali pulizia degli alvei e alcuni interventi importanti, sono stati eseguiti. Mancano le nuove opere».

Problema non da poco, quello dei lavori sulle casse di espansione e laminazione che ancora mancano, dopo la mappatura eseguita dal Genio Civile e da altri enti coinvolti, per mitigare o eliminare l’eccezionalità dei fenomeni meteorologici che da straordinari sono ormai ordinari in ogni stagione piovosa, come appunto ottobre e novembre. C’è da pensare, al di là di casi favorevoli, che fenomeni eccezionali di pioggia, dopo un’ennesima estate con temperature sopra la media stagionale, possano avvenire anche nell’autunno che si avvicina. Adesso, il tempo che resta sarà quello di concludere quanto prima i lavori della manutenzione ordinaria di tutto il reticolo idraulico, prima che perturbazioni e pioggia arrivino a compiere l’ennesimo dissesto. 

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