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Il Comune di Prato aggiorna il piano di protezione civile e Montemurlo chiede 40 milioni


	Giani, Sammartino e Ciciliarno all'incontro in Comune
Giani, Sammartino e Ciciliarno all'incontro in Comune

Riunione col capo del Dipartimento nazionale e col presidente della Regione. Il sindaco Calamai sollecita il trasferimento dei fondi statali per la mitigazione del rischio

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PRATO. Si è tenuto oggi, 7 agosto, in Comune a Prato il primo incontro per l’avvio del procedimento di aggiornamento e revisione del  Piano operativo comunale di Protezione civile, promosso dal commissario Claudio Sammartino. Hanno partecipato il presidente della Regione Eugenio Giani, il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, la prefetta Michela La Iacona, il presidente della Provincia, i sindaci dei Comuni dell'area, i rappresentanti  del Comando provinciale dei vigili del fuoco, del Consorzio di bonifica Medio Valdarno e dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale e il coordinatore del volontariato di Protezione civile. "L'obiettivo è la tutela e la sicurezza dei cittadini – ha spiegato il commissario Sammartino – ll metodo di lavorare insieme nella fase di analisi ed individuazione dei rischi può essere l'elemento vincente per garantire la safety delle persone, delle famiglie e delle attività produttive. La revisione e l'aggiornamento del Piano consentiranno di avere uno strumento pienamente operativo non solo in fase di emergenza, ma soprattutto preventivamente per guidare gli interventi infrastrutturali e di manutenzione volti alla mitigazione ed eliminazione delle cause di rischi”.  

Con l'importante contributo della Protezione Civile nazionale e regionale verrà costituito un team di lavoro con l'obiettivo di revisionare ed aggiornare il Piano comunale di Protezione Civile. Il lavoro in questo senso svolto potrà confluire in uno strumento pianificatorio che potrà essere valutato e adottato dalla nuova Amministrazione comunale. E’ in programma la predisposizione di un Piano stralcio di immediata attuazione.

«Per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico in modo significativo nei nostri territori, abbiamo bisogno di cospicui fondi strutturali per la difesa del suolo e la certezza che possano arrivare quanto prima da parte dello Stato i finanziamenti per poter concretizzare gli interventi cosiddetti “lettera D” per la mitigazione del rischio, presentati dai territori a seguito delle emergenze vissute». Queste in estrema sintesi le due più pressanti richieste che Simone Calamai, nel suo doppio ruolo di sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato, ha presentato al capo dipartimento della protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, durante l’incontro nel palazzo comunale di Prato. Calamai ha poi evidenziato l’esigenza di semplificare l'attuale sistema di competenze e procedure nell'ambito della difesa del suolo: «Non ci devono essere duplicazioni, ma una maggiore snellezza affinché la difesa del suolo sia rapida e permetta ai Comuni e agli enti di attuare con velocità gli interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori».

Calamai ha poi ringraziato il commissario Sammartino per la preziosa occasione di confronto con il capo dipartimento Ciciliano: «Ritengo che sia stato un confronto prezioso che ci ha permesso di rappresentare al capo dipartimento della protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, quelle che sono le esigenze più impellenti del territorio di Montemurlo e degli altri Comuni della provincia, che stanno ancora affrontando la fase del post emergenza per quello che è accaduto il 2 novembre 2023 e anche nei mesi successivi con varie criticità anche se di minor portata».

Calamai ha sottolineato come tutte le amministrazioni comunali, a partire da Montemurlo, siano al lavoro per l’aggiornamento della pianificazione di protezione civile e di tutte le strategie e attività collegate, ma il tema centrale post alluvione resta quello della certezza delle risorse per l’attuazione degli interventi strutturali. «Per ridurre il rischio in modo significativo, il nostro territorio ha bisogno di copiosi interventi di tipo strutturale a livello di difesa del suolo e di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico che il sistema Paese deve essere in grado di garantire. Solo a Montemurlo gli interventi di lettera D hanno un valore per circa 40 milioni di euro – ha concluso Calamai – Il nostro dovere è ridurre il rischio del territorio ma abbiamo bisogno della certezza delle risorse. Questo è l'auspicio che ho rivolto al Capo dipartimento della Protezione civile».

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