La Ginnastica Arcobaleno di Prato multata per i metodi bruschi di una sua allenatrice
«Fai schifo, mi fate perdere tempo» e i piedi sbattuti contro il muro che provocano una frattura. Il Tribunale federale ha comminato una sanzione di 2.700 euro
PRATO. I metodi fin troppo bruschi di una allenatrice di ginnastica artistica hanno indotto il Tribunale federale ha comminare una multa di 2.700 euro alla società Arcobaleno Ginnastica Prato, che secondo i giudici sportivi non avrebbe fatto nulla per risolvere la situazione dopo le segnalazioni di alcuni genitori.
La sentenza numero 4/2025 è stata emessa lo scorso 18 marzo ed è stata pubblicata in questi giorni sul portale web Ginnastica ritmica toscana.
Il procedimento a carico della società pratese ha riguardato, così si legge nella sentenza, «l’aver consentito e comunque non aver impedito che la tecnica Maria Marchukova adoperasse metodi e comportamenti non consentiti in sede di allenamento delle ginnaste a lei affidate, delle quali molte minorenni, consistiti nell’urlare costantemente nei loro confronti durante gli allenamenti, utilizzando spesso frasi inappropriate, anche per intimorirle, quali “fai schifo, siete un gruppo di stronze, mi fate perdere tempo”; nonché correggere le posture delle ginnaste in maniera violenta. In particolare, in data 7 ottobre 2024 – si legge sempre nella sentenza – afferrava i piedi della ginnasta (omissis) e, urlando le parole “non si tengono i piedi così, si tengono così” li sbatteva violentemente al muro, provocandole tumefazioni e frattura base del quinto metatarso del piede sinistro. Non assumendo (la società Arcobaleno, ndr) alcuna iniziativa anche a seguito di espressa segnalazione da parte dei genitori di diverse allieve. In Prato fino alla data odierna, cioè il 18 marzo», cioè la data di pubblicazione della sentenza.
Il mondo della ginnastica non è nuovo a questo tipo di problemi. Fece scalpore nel novembre 2022 la denuncia di due atlete della Nazionale di ginnastica ritmica che denunciarono di essere state sottoposte a vessazioni e addirittura alla privazione del cibo durante le sessioni di allenamento.
Ma anche nelle società minori può capitare che si superi il limite, nella ricerca della migliore prestazione. Se sia accaduto anche a Prato è tutto da dimostrare e la società Arcobaleno potrà presentare appello contro la sentenza del Tribunale federale.
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