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Ambiente

Prato, danno fuoco ai sacchi neri per garantirsi l’impunità

di Alessandro Formichella

	I sacchi gettati nei fossi in via Casale e Fatticci
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I sacchi gettati nei fossi in via Casale e Fatticci

A Tavola da settimane i residenti sono assediati dai rifiuti. Proteste anche in via Casale e Fatticci per gli scarti tessili Gettati nei fossi: «Ora sanzioni severe»

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PRATO. C’è una piccola “terra dei fuochi” anche a Tavola. Nulla di paragonabile a quello che succedeva 20 anni fa tra Napoli e Caserta, ma anche qui si dà fuoco ai rifiuti, in questo caso per impedire il rintraccio di chi li ha abbandonati in campagna inquinando l’ambiente.

I residenti di via Brugnani, una strada vicinale di Tavola, sono esasperati per l’arrivo di furgoni che da settimane abbandonano i sacchi neri pieni di scarti tessili come se fosse un fatto normale. «Nonostante Alia (il gestore dei servizi ambientali) arrivi dopo un giorno o due dopo la chiamata e rimuova i rifiuti abbandonati – spiega una delle residenti del piccolo gruppo di case di via Brugnani – la situazione è davvero insostenibile perché si ripete continuamente». Alcuni giorni fa, però, i residenti della zona hanno visto con i propri occhi un furgone bianco che verso le 20 scaricava in tutta tranquillità decine di sacchi neri ai bordi della strada. Lo hanno anche fotografato, anche se l’autista si è coperto il volto con le mani.

Nel cercare la via di fuga, il furgone ha lasciato gli sportelli posteriori aperti perdendo per strada altre decine di sacchi di rifiuti. I residenti di via Brugnani dicono di aver già denunciato il fatto e di aver inviato le foto, con tanto di numero di targa del furgone bianco, alle autorità competenti. E non è accaduto solo questo; il giorno dopo l’abbandono dei rifiuti, di prima mattina, le famiglie di via Brugnani si sono ritrovate davanti a un’altra scena. I sacchi erano stati dati alle fiamme, probabilmente dallo stesso che li ha scaricati, per impedire il rintraccio della confezione di provenienza, aggravando il danno all’ambiente. Via Brugnani è una strada vicinale che costeggia un vivaio di piante da poco acquistato da un imprenditore di origine indiana. I residenti del piccolo gruppo di case si appellano anche al Comune perché sia realizzata una strada asfaltata, di un centinaio di metri, che congiunga il borgo di case con la tangenziale.

Proteste per i sacchi neri nei fossi arrivano anche da Prato ovest. Se ne fa portavoce la consigliera comunale Eleonora Cioni di Fratelli d’Italia. «Mentre in via Casale e Fatticci, a poca distanza dall’uscita dell’autostrada, vengono installati rilevatori luminosi di velocità – racconta Ciooni – pochi metri più avanti il territorio è lasciato nell’incuria più totale, con cumuli di sacchi di scarti tessili abbandonati lungo la strada e nei fossati adiacenti. La situazione è aggravata dal rischio idraulico, dato che i rifiuti tessili hanno anche ostruito il fosso adiacente, aumentando il pericolo di esondazioni e di ulteriori danni ambientali in caso di piogge intense».

La consigliera comunale è stata contattata dai residenti ed è andata a dare un’occhiata di persona.

«Ho trovato una situazione disastrosa – racconta – con rifiuti tessili sparsi ovunque, che rappresentano un serio rischio per l’ambiente e la salute pubblica. Da una parte l’amministrazione, spendendo risorse, installa rilevatori luminosi di velocità, mentre a pochi passi si ripete costantemente lo scempio dell’abbandono dei rifiuti tessili, che deturpano l’ambiente e minacciano la salute pubblica. Questo è l’ennesimo esempio di gestione poco attenta del territorio, dove le priorità sembrano essere completamente invertite».

«L’abbandono illegale di rifiuti – dice Eleonora Cioni – è una piaga che colpisce Prato da anni e che necessita di un approccio più incisivo. Non possiamo limitarci a segnalare e ripulire a spese dei cittadini. Serve un controllo più efficace, servono sanzioni severe per chi si rende responsabile di questi atti». 
 

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