Il Tirreno

Prato

Il braccio di ferro

Prato, tensione ai cancelli della Linea Glamour, don Helmut si schiera con gli operai


	A sinistra Luca Toscano del Sudd Cobas, a destra don Helmut Szeliga, parroco di San Giusto
A sinistra Luca Toscano del Sudd Cobas, a destra don Helmut Szeliga, parroco di San Giusto

L’azienda cinese ha chiamato la vigilanza privata per far uscire la merce dal magazzino, ma i lavoratori si sono opposti. L’avvocato della ditta presenta una denuncia per interruzione di pubblico servizio

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PRATO. Dopo cinque giorni di blocco imposto dal picchetto sindacale del Sudd Cobas, la proprietà del maglificio Linea Glamour ieri pomeriggio, 6 dicembre, ha provato a forzare la mano. Intorno alle 15 tre auto del servizio di vigilanza Coopservice si sono presentate nel piazzale di via Aldo Moro e l’avvocato dell’azienda ha informato i sindacalisti e gli operai che l’intenzione era quella di far uscire un furgone carico di merce. Gli operai si sono opposti ed è iniziata una lunga trattativa.

Nel frattempo la proprietà ha avvisato le forze dell’ordine e davanti al piazzale sono arrivati anche polizia e carabinieri, mentre a sostenere gli operai è arrivato don Helmut Szeliga, parroco di San Giusto. Il sindacato e gli operai sostengono che la Tessitura Sofia di Montemurlo, nella quale erano occupati fino allo scorso 28 ottobre (quando l’azienda ha chiuso all’improvviso) e la Linea Glamour sono collegate. Tesi smentita con forza dal titolare dell’azienda di via Aldo Moro, Liu Jianwei.

Da domenica, quando un corteo partito dalla Welltex di via Galvani si è concluso con l’installazione di un picchetto sindacale davanti all’ingresso della Linea Glamour, la produzione dell’azienda di via Aldo Moro sembra cessata. Alla fine il muro contro muro si è risolto in un nulla di fatto.

«Guardie giurate chiamate per intimidire i lavoratori in presidio davanti alla Linea Glamour – commenta in una nota il Sudd Cobas – Ad un certo punto si è addirittura paventata la possibilità di un loro intervento per sgomberare il presidio sindacale. Si tratta di un fatto molto grave ed allarmante. Dopo le squadracce, in questo stesso distretto dove dilagano lavoro nero ed illegalità imprenditoriale si prova ad attaccare il diritto di sciopero con le agenzie di sicurezza privata. A questa provocazione molti solidali hanno risposto venendo a sostenere il presidio sindacale, che continua a resistere davanti allo stabilimento. Alla fine le guardie giurate hanno dovuto abbandonare il campo senza aver ottenuto alcun risultato. Ma ciò non toglie nulla alla gravità del fatto. Attaccano il diritto di sciopero perché vogliono un distretto senza diritti».

Tiziano Veltri, avvocato della Linea Glamour, ha detto di aver presentato una nuova denuncia per interruzione di pubblico servizio in relazione all’impossibilità di far uscire le merci dal magazzino e ha aggiunto che si appresta a presentare una citazione per danni nei confronti del sindacato Sudd Cobas.

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