Il Tirreno

Prato

La misura

Nella città toscana con due auto a famiglia ecco i manager per la mobilità: chi sono

di Alessandro Formichella
Il traffico vicino al centro storico
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Il traffico vicino al centro storico

Si occuperanno per il Comune degli spostamenti casa-lavoro: cosa faranno

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PRATO. Con determinazione dirigenziale, arrivano nel Comune di Prato due nuovi manager della mobilità.

Il primo si occuperà di quella di tipo aziendale, così come previsto dalla normativa vigente per enti e imprese al di sopra dei 100 dipendenti, mentre il secondo si occuperà di coordinare e proporre metodi di mobilità fra enti pubblici e aziende private. I due manager, Marco Nuti e Silvia Grazzini ambedue funzionari del settore servizio tecnico e mobilità del Comune, non riceveranno per questa funzione alcun compenso aggiuntivo rispetto alla categoria professionale che già posseggono. Questo, perché è lo stesso decreto del ministero della transizione ecologica del maggio 2021 che non lo prevede. Di fatto, Marco Nuti dovrà occuparsi di tutto quello che riguarda la mobilità casa-lavoro per i dipendenti del Comune, dislocati nelle varie sedi del territorio; Silvia Grazzini dovrà, invece, coordinare processi e politiche di mobilità sostenibile fra il Comune, aziende e scuole.

A vista d’occhio, un compito non facile in una città, Prato, che ha circa 2 auto per ogni nucleo familiare e che conta oltre seicento veicoli circolanti ogni mille abitanti; un dato fra i più alti d’Italia. La questione traffico, mobilità e circolazione è ormai fra le più importanti in agenda. I numeri parlano chiaro: «Solo il 25 % del tracciato stradale pratese, che è di circa 700 ettari, è occupato continuamente da auto in sosta», spiega Federico Mazzoni, presidente dell’Aci Club di Prato. In sostanza, a Prato 175 ettari di asfalto è occupato da auto ferme, parcheggiate o ai bordi delle strade o nei parcheggi pubblici. La velocità media delle auto che circolano all’interno del territorio comunale, compreso il tratto stradale della A11 fra Prato est e Prato ovest, è al di sotto dei 26 chilometri orari e nel tracciato urbano si arriva ad una velocità media ben al di sotto dei 20 chilometri orari che talvolta si avvicina ai 10 km/h.

«In realtà, rispetto alle quantità di auto che ci sono nel pratese e alle loro dimensioni, che anche per una utilitaria sono sempre maggiori, lo spazio esistente non basta più- dice ancora Federico Mazzoni – siamo in una fase di cambiamenti rapidi e radicali della società e dell’economia, si veda ad esempio l’uso dei droni per trasportare le merci. Una cosa, questa che sta crescendo e che avverrà a breve anche da noi, ma che non è regolamentata assolutamente. Sulla mobilità, quindi, oggi come oggi non si può pensare solo all’auto». Secondo i dati più recenti, a Prato il traffico è tornato ai livelli pre-pandemia, con un aumento degli spostamenti in auto e un calo della velocità media, evidenziando una crescente dipendenza dei pratesi dall’auto. Compito dei manager, appena nominati, sarà quello di realizzare sistemi e percorsi di mobilità sostenibile, come ad esempio il progetto “pedibus” per i ragazzi delle scuole seguiti da specifici tutor, cercando di far si che i dipendenti del Comune, allargando la platea anche a quelli delle aziende private, adottino mezzi di spostamento casa-lavoro diversi dall’auto o da mezzi inquinanti. Da capire se nelle politiche di “persuasione” ai propri dipendenti, saranno adottati anche strumenti di benefit economici e lavorativi.

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