Prato, studenti e professori in sciopero nel Cicognini-Rodari che si allaga
La spiegazione della Provincia: «Colpa delle grondaie, provvederemo»
PRATO. Gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto Cicognini-Rodari di via Galcianese non sono entrati a scuola, ieri mattina, in segno di protesta contro i frequenti allagamenti della scuola, soprattutto nel piano interrato, l’ultimo dei quali è avvenuto lo scorso venerdì. Lo stesso preside Mario Di Carlo si è lamentato con la Provincia, che ha competenza sulla scuola, invitando a trovare una soluzione in tempi rapidi.
Fratelli d’Italia non si è lasciata sfuggire l’occasione per attaccare la stessa Provincia. «La situazione denunciata e documentata dagli studenti del Cicogni-Rodari per l'immobile di via Galcianese è inaccettabile e insostenibile – scrivono i consiglieri provinciali Tommaso Cocci, Lorenzo Santi e Giovanni Sardi – La Provincia si vanta di avere un bilancio in salute? Ci fà molto piacere, ma allora perché non è ancora intervenuta? Per arrivare alla situazione che denunciano gli studenti, deve esserci stata una carenza di ordinaria manutenzione preventiva. Questi tipi di problemi non si manifestano improvvisamente, come denunciato anche dal preside, è una situazione che dura da anni. La sinistra, che da sempre governa la Provincia, si vanta spesso dei sui grandi interventi sul patrimonio edilizio scolastico, ma se questi sono i risultati dovrebbe invece scusarsi per la sua inadeguatezza come prima cosa e risolvere il problema nel minor tempo possibile. Il Pd pratese, che per tutta l'estate ha portato avanti un dibattito lunare sullo ius scholae, si occupi invece di garantire il diritto allo studio, effettuando delle manutenzioni efficaci nei luoghi di studio».
In mattinata la Provincia ha diffuso una nota per spiegare quanto è accaduto e le contromisure messe in campo.
«Dopo le criticità registrate nei mesi passati – si legge nella nota – la Provincia ha realizzato un apposito intervento di somma urgenza presso l’Istituto, che ha riguardato il ripristino del tetto mediante una pulizia approfondita e la sistemazione delle calate interne, al fine di ottimizzare il deflusso delle acque, portando ad un netto miglioramento della situazione dell’edificio. Attualmente la copertura funziona in modo ottimale, ma la struttura di quella che è la rete di convogliamento delle acque meteoriche provoca un eccessivo accumulo di acqua nelle calate, che tendono a intasarsi, causando un deflusso superficiale anziché verso la fognatura. La Provincia ha così attuato appositi sopralluoghi per valutare la problematica registrata, effettuando regolari pulizie delle calate, tuttavia il problema richiede un intervento più significativo. Pertanto, è stato avviato uno studio preliminare per correggere il dimensionamento del sistema di convogliamento delle acque meteoriche, con l'obiettivo di attuare una soluzione efficace nel più breve tempo possibile, mettendo come sempre al primo posto la sicurezza degli edifici scolastici».
«Stiamo lavorando per individuare e attuare una soluzione efficace e sostenibile, mirata a garantire la sicurezza e il benessere dell'Istituto Rodari – spiega il presidente Simone Calamai – Questo impegno si traduce in un'analisi approfondita delle esigenze strutturali e funzionali della scuola, accompagnata da un’apertura al dialogo e confronto con la comunità scolastica».
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