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FdI all’attacco della sindaca di Prato: «Non si fida della sua stessa giunta»


	La sindaca Ilaria Bugetti
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La sindaca Ilaria Bugetti

L’opposizione critica il piano di riorganizzazione degli uffici comunali varato da Ilaria Bugetti

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PRATO. «Bugetti mette in cantina l’era Biffoni». Questa la lettura di Fratelli d’Italia del piano di riorganizzazione degli uffici comunali varato dalla sindaca di Prato Ilaria Bugetti.

«La decisione di procedere con nuove assunzioni in Comune – attacca il consigliere comunale Cosimo Zecchi – dimostra ancora una volta l'incapacità del sindaco di gestire una squadra di governo efficiente. Dopo essersi tenuta le deleghe più importanti, ora cerca di coprire le lacune accentrando ancora di più il potere e assumendo nuovi collaboratori per sopperire all'inefficacia di una giunta bloccata da logiche interne al Pd».

Zecchi ha presentato un question time sulla delibera che cambia l’assetto del Comune «perché – spiega – non è più tollerabile vedere denaro pubblico sprecato in assunzioni che non risolvono i problemi di fondo. Piuttosto che ampliare il numero di collaboratori, il sindaco dovrebbe iniziare a lavorare con chi ha già nominato, o ammettere il fallimento di queste scelte».

«Il problema non è la mancanza di personale – aggiunge Matteo Mazzanti, coordinatore provinciale di FdI – ma la mancanza di fiducia del sindaco nei suoi assessori. Questa amministrazione, sin dal primo giorno, ha mostrato divisioni interne, con nomine fatte per accontentare le correnti del Pd, piuttosto che per il bene della città. Ora, invece di risolvere questi problemi e restituire potere decisionale ai suoi assessori, il sindaco preferisce creare nuovi posti di lavoro nel Comune, scaricando sulle casse pubbliche il costo di un'amministrazione inefficace. Adesso serve che sia fatta chiarezza sull'uso di queste risorse».

«Non faremo un processo alle intenzioni – insiste il consigliere comunale Tommaso Cocci – Aspetteremo di vedere i nomi dei soggetti che saranno chiamati a ricoprire posizioni “altamente qualificate” e solo a quel momento avremo modo di capire se sono soggetti altamente qualificati nelle materie a loro assegnate o se sono soltanto degli esperti capibastone delle contese elettorali. Ma già ad oggi possono essere fatte delle considerazioni. Nella riorganizzazione di figure amministrative apicali, a partire dal segretario generale, il sindaco Bugetti ha archiviato senza troppi riguardi la precedente consiliatura con buona pace de “il tutto l’amore che c’è” di biffoniana memoria. Inoltre è interessante sottolineare l’abolizione del servizio “Organi istituzionali”, sostituito da “l’Ufficio della sindaca”. Una soluzione accentratrice che non stupisce poiché rientra nella genetica ipocrisia del centro-sinistra, che grida sempre al pericolo dell’uomo solo al comando se questo è di centro-destra, scordandosene poi quando il soggetto al comando è di sinistra. Ma la liquidazione dell’Ufficio Organi Istituzionali e la creazione dell’“Ufficio della sindaca” manifesta anche un segno della scarsa fiducia del sindaco nei confronti della propria giunta, costruita col manuale Cencelli delle correnti del PD, e soprattutto nei confronti dei consiglieri di maggioranza. La riorganizzazione del Comune di Prato sembra più una conseguenza delle dinamiche del Partito democratico pratese, più che frutto di una riflessione amministrativa». 

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