Meteo
Prato, inizio della scuola con protesta per i trasferiti al “Rodarino”. I motivi
Gli studenti del liceo Gramsci-Keynes non entreranno in classe: ecco perché
PRATO. Parte con una protesta l’anno scolastico a Prato. Una parte degli studenti del liceo scientifico Gramsci-Keynes, spostati all’ultimo tuffo nel plesso scolastico del “Rodarino” in via Galcianese per mancanza di aule nell’istituto di via Reggiana, stamani resterà fuori dai cancelli decidendo di non entrare a scuola. È una prima campanella che suona a metà.
I motivi
La protesta nasce dal fatto che il plesso di via Reggiana, circa 1800 allievi, non riesce a dare risposte di spazi e aule ad altri 70 studenti che, come era stato annunciato nei giorni scorsi, dovranno fare lezione in via Galcianese». La scuola superiore è una comunità in cui gli adolescenti cominciano il loro faticoso cammino verso l’età adulta. Vivere all’interno della comunità della scuola consente loro l’esperienza condivisa di un ambiente stimolante sia in termini di acquisizione di conoscenze che di relazioni sociali. È solo nella sua globalità che la comunità scolastica contribuisce ad offrire adeguate opportunità di evoluzione dell’identità, che ha una natura essenzialmente socio-relazionale. Far parte di una comunità, in senso ecologico, rappresenta al di là dell’acquisizione dei contenuti didattici, ciò che fa la differenza per consentire ai ragazzi che crescono di diventare adulti e sviluppare un senso civico di collettività. Un plesso scolastico è costruito come un luogo di aggregazione e di stimolo. Un edificio con aule formative adatte agli adulti, invece non lo è. L’offerta formativa è molto di più che una offerta didattica in senso stretto», ha scritto al nostro giornale il padre di una studentessa.
La protesta
Monta la protesta, quindi, ma resta il problema. La Provincia, che ha la stretta competenza sugli immobili delle scuole secondarie superiori, ha fatto sapere da tempo che «sono state ufficialmente assegnate cinque aule dell’edificio “Margherita Hack”, noto come Rodarino, all’Istituto statale d’istruzione superiore “Gramsci – Keynes” per l’anno scolastico 2024/25. La decisione è nata in risposta alla recente richiesta dell’istituto di spazi aggiuntivi, e a seguito di un’attenta valutazione condotta dalla Provincia, con l’obiettivo di migliorare le condizioni logistiche. Grazie alla collaborazione con il Liceo Livi-Brunelleschi e la dirigente scolastica Maria Grazia Ciambellotti, è stato possibile mettere a disposizione diverse aule del complesso del Rodarino per le esigenze del Gramsci-Keynes. Abbiamo lavorato con impegno per individuare le soluzioni migliori per tutti gli istituti in base alle necessità di spazi emerse dalle ultime iscrizioni – ha dichiarato il presidente della Provincia Simone Calamai – In particolare, per l’istituto Gramsci-Keynes, e per corrispondere in modo più deciso alla richiesta della scuola abbiamo concordato con la dirigenza scolastica di individuare una sede distaccata per almeno uno dei corsi di studio».
Gli studenti
Secondo gli studenti e i genitori coinvolti nello spostamento al “Rodarino” il problema principale che si pone è quello che una parte dei ragazzi del “Gramsci-Keynes” di fatto saranno «messi da una parte del sistema educativo complessivo del plesso scolastico di via Reggiana – dice il padre della studentessa – non trovandosi a relazionare con l’intera scuola e quindi con le persone di quella comunità». Il dirigente scolastico del “Gramsci-Keynes” avrebbe fino ad ora, secondo le sue possibilità, trovato un solo giorno alla settimana in cui far rimanere i ragazzi dell’area distaccata del “Rodarino” nel plesso di via Reggiana; quello in cui si svolgono le ore di ginnastica e sport. «A maggio-giugno dovevano avvertirci che le nuove iscrizioni erano troppe allo scientifico del “Gramsci-Keynes” e che non c’era posto per tutti – dice il padre di un altro studente – Avremmo così deciso di conseguenza, magari optando per un’altra scuola».
Gli auguri
E intanto arrivano gli auguri per il primo giorno di scuola. «Cari ragazzi, il primo giorno di scuola segna l’inizio di un’avventura straordinaria, un nuovo capitolo fatto di emozioni, sfide, scoperte e conquiste. La scuola è una comunità, un luogo dove ognuno di voi può trovare il proprio spazio e contribuire con le proprie idee», ha scritto il presidente della Provincia, Calamai. «Carissimi in procinto di riprendere il cammino scolastico – ha precisato il vescovo di Prato, Giovanni Nerbini- Molti di voi sentiranno la “fatica” di questo nuovo inizio, alcuni l’entusiasmo per le novità da affrontare, i più grandi certamente il desiderio di giungere alla meta del diploma. Mi auguro che in tutti voi ci sia la consapevolezza dello straordinario dono che avete ricevuto di frequentare la scuola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
