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Prato

Il dopo voto

Prato, è scattato il conto alla rovescia per la nuova giunta: entro 20 giorni


	Il passaggio di consegne tra Matteo Biffoni e Ilaria Bugetti
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Il passaggio di consegne tra Matteo Biffoni e Ilaria Bugetti

Passaggio di consegne tra il Matteo Biffoni e Ilaria Bugetti. Il riconteggio delle schede premia Monia Faltoni a scapito di Derio Bacci (che rientrerà)

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PRATO. È scattato ieri, 13 giugno, con la proclamazione ufficiale di Ilaria Bugetti come nuova sindaca di Prato al posto di Matteo Biffoni, il conto alla rovescia per la formazione della nuova giunta. Da ieri la sindaca ha dieci giorni per indire la prima riunione del consiglio comunale, che dovrà tenersi entro i successivi dieci giorni. Calendario alla mano, una prima possibile data è il 27 giugno, oppure il 1° luglio (di solito in consigli si fanno il lunedì o il giovedì), in alternativa la mattina del 2 luglio.

Quello di ieri, oltre alla formalità della cerimonia, è stato anche l’ultimo atto da sindaco di Biffoni, che ha passato la fascia tricolore a Bugetti e ora si guarderà intorno, in attesa delle elezioni regionali o di qualcos’altro che la politica vorrà offrirgli. La sera prima si era congedato così sui canali social: «In questa serata così particolare, vado a letto con il cuore leggero. Perché so che per Te ho fatto sempre tutto quello che potevo fare. È stato un amore folle, inspiegabile, ma Tu mi hai ricambiato, dandomi tutta questa emozione. Da domani parte un altro capitolo di vita. Ma quell’amore, lo so, durerà per sempre. Buonanotte Prato, e grazie».

«È un onere importante quello di amministrare la città tutta quanta, quindi c’è un senso di bellezza ma anche di grande responsabilità – ha detto Ilaria Bugetti parlando coi giornalisti – Sono già al lavoro perché sto incontrando gli uffici comunali, sto cercando di capire come ci possiamo organizzare al meglio, c’è il passaggio di consegne con Matteo Biffoni che ringrazio per il lavoro che ha fatto». All’ex sindaco la nuova sindaca rivolge questo pensiero: «Idealmente i suoi 10 anni di amministrazione arrivano nelle nostre e nelle mie mani, c’è quindi bisogno di conoscere e di capire con questi primi passaggi».

Conoscere la macchina comunale, prima di tutto, che è diversa dal Comune di Cantagallo amministrato da Bugetti fino al 2014, e dal Consiglio regionale dove ha passato i successivi 10 anni. Ma anche tentare di trovare un equilibrio tra le diverse anime della coalizione di centrosinistra che hanno vinto le elezioni. Governare questa coalizione sarà certamente più complicato rispetto al governo delle ultime due giunte Biffoni, che erano più omogenee. E lo si è capito già mercoledì, quando il segretario del Pd Marco Biagioni ha rivendicato i meriti della vittoria e una certa autonomia dalla sindaca. L’impressione, ma lo dicono anche i numeri, è che via Carraia (la sede del Pd) vorrà contare di più nelle scelte strategiche, a cominciare dalla nomina degli assessori, di quanto non ha fatto fino a ieri. I biffoniani ancora presenti in consiglio e papabili per la giunta storcono un po’ la bocca per la scelta di Biagioni di mantenere la segreteria oltre a un posto in giunta perché ricordano che proprio questo (l’impossibilità del doppio ruolo) fu il motivo addotto dallo stesso Biagioni quando gli fu proposto un ingresso nella giunta Biffoni e disse di no.

Intanto dal riconteggio delle schede è emersa una novità tra gli eletti: entra Monia Faltoni ed esce Derio Bacci, che però è praticamente certo di rientrare in consiglio se uno o più degli eletti del Pd sarà nominato assessore, eventualità praticamente matematica. Sandra Mugnaioni, che avevamo erroneamente definito “ex Demos”, ci fa sapere che è tuttora una esponente di Demos.

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