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Prato, i poliziotti accusano il questore: «Punizioni ingiuste agli agenti»

di Paolo Nencioni
Prato, i poliziotti accusano il questore: «Punizioni ingiuste agli agenti»

Sei differenti sigle sindacali criticano Pasquale de Lorenzo per alcuni richiami: «Ai colleghi della centrale operativa ha detto che è sbagliato inviare le volanti per le liti in famiglia»

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PRATO. Il questore Pasquale de Lorenzo ha fatto arrabbiare i sindacati dei poliziotti. Sono ben sei le sigle (Siulp, Sap, Siap, Coisp, Fsp e Silp) che lo scorso 6 maggio hanno scritto alle rispettive segreterie nazionali segnalando quelle che loro ritengono punizioni ingiuste inflitte agli agenti, soprattutto a quelli delle volanti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un richiamo fatto dal questore a un intero turno delle volanti, una decina di poliziotti, “colpevoli” di un episodio accaduto nella serata del 30 aprile, quando una pattuglia avrebbe lasciata “scoperta” una porzione del centro storico per mezz’ora. Quattro di questi agenti sono poi stati trasferiti in un altro ufficio. I diretti interessati hanno spiegato di aver avvertito la centrale operativa che avrebbero fatto un controllo in un’area adiacente a quella assegnata (dove sarebbero stati identificati tre stranieri) senza ricevere controindicazioni, ma questo non è bastato per evitare il richiamo. Un richiamo, scrivono i sindacati, che «viene percepito come l’ennesimo chiaro messaggio di afflizione che i colleghi delle volanti subiscono».

«Colleghi – si legge nella nota – che hanno avuto la sola colpa di aver svolto il proprio dovere».

Per questo ora i rappresentanti sindacali chiedono un deciso cambio di rotta per ritrovare la serenità di chi ogni giorno è chiamato a risolvere situazioni difficili sulla strada, e chiedono al questore de Lorenzo, che si è insediato da circa sette mesi, di smetterla con «gli atteggiamenti denigratori, vessatori e umilianti» nei confronti dei suoi sottoposti.

Ma c’è di più. «È davvero surreale – scrivono i sindacati – assistere a una sorta di commissariamento dell’Upg Sp (l’ufficio delle volanti, ndr) in quanto il dirigente viene ritenuto inadeguato ad assolvere i propri compiti, nonostante, i costanti risultati ottenuti nel corso degli anni per i servizi svolti per il contrasto della criminalità, come emerge dalle statistiche». E ancora: «È davvero surreale assistere quotidianamente alla mancanza di considerazione che il questore de Lorenzo riserva al capo di gabinetto, che nel corso degli anni ha maturato molteplici capacità professionali, sempre attento alle problematiche connesse all’ordine e alla sicurezza pubblica«.

E infine: «È davvero surreale che il questore di Prato denigri i colleghi in servizio presso la centrale operativa etichettandoli quali incapaci, per aver inviato equipaggi delle volanti su alcune signalazioni di lite in famiglia, intimando loro di non inviare più personale e di risolvere le richiamate controversie familiari telefonicamente. Probabilmente il questore di Prato non è a conoscenza dei protocolli da attuare opportunamente e riportati nelle specifiche del piano di controllo del territorio diramati dal Dipartimento».

Insomma, le sei sigle sindacali accusano senza mezzi termini il questore di non saper fare il proprio lavoro.

Una presa di posizione così dura non si ricorda in anni recenti e sembra aver messo in subbuglio l’intera Questura. Il questore de Lorenzo, interpellato dal Tirreno sul caso, ha preferito non commentare quanto scritto dai sindacati. 

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