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Prato, un altro pomeriggio di tensione dentro il carcere
La polizia penitenziaria denuncia un clima insostenibile alla Dogaia. Appiccato un incendio, chiesti rinforzi da altri istituti di pena. La situazione è tornata alla normalità dopo 4 ore
PRATO. Quella di ieri, venerdì 12 aprile, è stata un’altra giornata di tensione nel carcere della Dogaia. Lo rende noto il sindacato Uilpa, che parla di disordini all’interno della casa circondariale nel pomeriggio. «Alcuni detenuti – si legge in una nota sindacale – hanno creato disordini all interno del reparto media sicurezza. Uno di questi si autolesionato con una lametta Altri detenuti hanno iniziato a frantumare vetri e appiccare un incendio con un materasso e alcune lenzuola. L’intervento della polizia penitenziaria ha scongiurato il peggio».
Ma la situazione non è tornata subito alla normalità. Anzi. Secondo quanto riferisce l’Uilpa sono servite quattro lunghe ore per riuscire a ripristinare l’ordine ed è stato necessario far arrivare rinforzi da altri istituti di pena della Toscana. Via della Montagnola nella parte della casa circondariale è stata chiusa al traffico con l’intervento della forze dell'ordine all esterno della struttura.
«Il carcere pratese è al collasso – si lamenta il sindacato – Non abbiamo più modo di farlo presente. Pochi giorni fa abbiamo proclamato lo stato di agitazione ma come ci aspettavamo, ai vertici dell amministrazione penitenziaria non è interessato nulla. Abbiamo chiesto un loro intervento, invece continuano ad assegnare detenuti problematici e pericolosi. Tutto insieme con il regime aperto stanno creando il caos quotidianamente. Solo quest’anno abbiamo assistito a numerosi episodi di violenza. Chiediamo interventi urgenti. Le autorità locali della sicurezza si uniscano alla nostra voce. Siamo stanchi e sfiniti. Diciamo basta a tutto questo trattamento disumano verso gli operatori di polizia che sono vittime ogni giorno di atti e gesti di violenza da parte di ristretti che continuano imperterriti a non rispettare le regole interne».
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