Il Tirreno

Prato

L’evento

Il sindaco saluta e sul palco del Metastasio va in scena la serata dell’orgoglio pratese

di Paolo Nencioni

	Il sindaco e la giunta di Prato sul palco del teatro Metastasio
Il sindaco e la giunta di Prato sul palco del teatro Metastasio

Teatro gremito per il bilancio di fine mandato della giunta. Biffoni riceve in dono una chitarra elettrica ed esclama: «Ecco, ora so che cosa farò dopo il 9 giugno»

02 aprile 2024
3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. E’ finita col sindaco Matteo Biffoni sul palco del teatro Metastasio che brandisce una chitarra elettrica ma no, non era un concerto. Era il bilancio di fine mandato della giunta, che stasera, 2 aprile, quando la campagna elettorale sta per entrare nel vivo, ha voluto salutare la città e fare un elenco di quello che è stato fatto non solo negli ultimi cinque anni, ma negli ultimi dieci.

Sul palco del Met è andato in scena l’orgoglio pratese (il titolo della serata, del resto, era “Prato è avanti”), ribadito in tutte le salse dagli assessori della giunta ma soprattutto dal primo cittadino, a cui alla fine è stata donata una chitarra elettrica che gli ha fatto esclamare: «Ecco, ora so che cosa farò dopo il 9 giugno».

«Tornare da Roma (dieci anni fa, all’epoca della prima candidatura, ndr) è stata la scelta più intelligente che potessi fare – ha detto Biffoni – È stato bellissimo. Non mi è mai mancato l'affetto della città. Mi avete fatto sentire vostro amico. E soprattutto ho avuto la possibilità di non smettere mai di essere Matteo».

«Prato arriva sempre prima degli altri, nel bene e nel male arriviamo sempre prima» ha aggiunto il sindaco, ricordando i passaggi più importanti degli ultimi anni, a cominciare dalla gestione della pandemia Covid. «Tutto il mondo ci guardava, convinto che saremmo stati il focolaio d'Europa – ha detto – e invece abbiamo saputo gestire l’emergenza». Poi ha chiesto un applauso per i morti sul lavoro rivendicando le azioni messe in campo per garantire un lavoro dignitoso e sicuro nel distretto. E ha ricordato la manifestazione del 23 marzo 2019, quando Forza Nuova venne a Prato per commemorare la fondazione dei Fasci di combattimento: «Prato non si è fatta intimidire e ha dato una risposta democratica».

La serata era iniziata con la proiezione di un video e con lo stesso sindaco voce narrante e poi presentatore della sua squadra. Ogni assessore ha scelto una foto simbolo, quella più apprezzata è stata un’idrovora con la quale il vicesindaco Simone Faggi (anche lui il più applaudito) ha voluto ricordare l’impegno della protezione civile durante l’alluvione del 2 novembre. L’assessora Benedetta Squittieri ha ricordato i 10 milioni ottenuti per il sostegno al distretto tessile, Simone Mangani ha parlato della città multietnica (23% di stranieri, 29% di bambini figli di stranieri nelle scuole). L’assessore Gabriele Bosi si è detto orgoglioso dell’aumento di turisti (250.000 con 530.000 presenze nel 2023) aggiungendo che a Prato non interessa il turismo mordi e fuggi e nemmeno prendere gli avanzi di una città troppo piena, leggi Firenze. Mentre l’assessore Valerio Barberis ha ricordato l’impegno del Comune per l’economia circolare e la forestazione urbana. E l’assessore Cristina Sanzò, andando sul concreto, ha esaltato la riqualificazione di 37 parchi giochi, e il milione di euro investito per il secondo parco giochi cittadino, quello che sarà realizzato in via Turchia.

Alcune decine di persone non sono riuscite a entrare dentro la sala che era già gremita e si sono dovute accontentare di assistere a quello che succedeva su uno schermo nel foyer (il sindaco è andato a scusarsi e le ha ringraziate alla fine).

Nessun accenno alla polemica sollevata in mattinata da quattro consiglieri comunali del centrodestra che hanno accusato senza mezzi termini il sindaco di aver speso soldi pubblici (50.000 euro) per il bilancio di fine mandato, compresa la serata al Metastasio, annunciando l’intenzione di fare un esposto alla Corte dei conti.

Primo piano
La sentenza

Pisa, morto a 52 anni per l’amianto respirato sulle navi della Marina: la figlia risarcita dopo 24 anni

Il commento audio

Morte di Mattia Giani, il direttore del Tirreno alla partita della vergogna: «Una crudele idiozia»