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Supermercati a Prato: 800 lavoratori aspettano il contratto dal 2019

di Paolo Nencioni
Supermercati a Prato: 800 lavoratori aspettano il contratto dal 2019

Presidio sindacale all’Esselunga, poche adesioni allo sciopero

01 aprile 2024
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PRATO. Seicento lavoratori hanno rinnovato il contratto, altri 800 devono ancora aspettare. Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un volantinaggio davanti all’Esselunga di Pratilia in via Fiorentina dopo aver proclamato per sabato 30 marzo uno sciopero a cui però solo pochi hanno aderito, tanto che il supermercato è rimasto regolarmente aperto.

I circa 600 che hanno un nuovo contratto in provincia di Prato sono i dipendenti dei supermercati che fanno capo alle cooperative, Unicoop in testa, che venerdì hanno siglato l’intesa. L’accordo, che scade a marzo 2027, prevede un aumento retributivo a regime di 240 euro lordi al quarto livello e un’indennità una tantum di 350 euro.

Gli altri 800 sono quelli che se la devono vedere con la Federdistribuzione (Esselunga, Pam, Lidl, Penny ma anche Obi, Brico e Ikea). Qui la trattativa è saltata in settimana e siamo fermi al contratto che scadeva a dicembre 2019. «Sì, prima della pandemia Covid – confermano Giuseppe Viviano della Cisl, Caterina Ballanti della Cgil e Gennaro Cotugno della Uil coi volantini in mano davanti all’Esselunga – Durante l’emergenza questi lavoratori sono stati dipinti come eroi perché stavano al pubblico e hanno consentito a tutti di fare la spesa. Ora vengono lasciati senza contratto».

Il pomo della discordia, spiegano, non è tanto sull’aumento quanto sulla parte normativa. Le società della grande distribuzione tentano di barattare gli aumenti con un aumento della flessibilità, l’allungamento dei contratti a termine oltre i 24 mesi, la possibilità di impiegare i cassieri anche per le pulizie. Intanto hanno annunciato che da aprile verseranno la prima tranche dell’aumento (70 euro lordi, un cassiere di quarto livello ne guadagna 1.600 lordi) in attesa di trovare un accordo. Tanto è bastato per disinnescare in parte lo sciopero, che è indetto anche per oggi e domani, perché il lavoro nei festivi sarebbe volontario, ma in altre parti d’Italia qualcuno ha cominciato a contestare le assenze e il sindacato prova a contrastare la deriva. In ogni caso oggi quasi tutti i supermercati saranno chiusi, mentre domani quasi tutti, con l’eccezione sicura della Coop, saranno aperti.

Ieri i rappresentanti sindacali davanti all’Esselunga sono stati confinati sul marciapiede, a diverse decine di metri dall’ingresso del supermercato, perché la piazza è proprietà privata. Una parte dei clienti, quelli che lasciano l’auto nel parcheggio seminterrato, nemmeno si sono accorti che c’era un presidio. «Sì, qui non è facile – commentano i sindacalisti – ma per noi è importante esserci». «A distanza di anni, l’arroanza della controparte non scema, anzi si acuisce – si legge nel volantino distribuito a Pratilia – Dopo quasi 51 mesi dalla scadenza del primo (e ultimo) contratto nazionale sottoscritto, l’irresponsabilità di Federdistribuzione si è palesata in svariate richieste finalizzate a sabotare diritti e garanzie attualmente contenute nel contratto nazionale dei lavoro». Nel frattempo, fa notare il sindacato, le società della grande distribuzione tra il 2019 e il 2023 hanno fatto grandi profitti: l’utile del setore bricolage è aumentato del 29,14%, il fatturato di Ikea del 2,76%, quello di Esselunga, Lidl e Panorama del 3,8%, quello di Inditex (Zara) del 10,45%.
 

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