Italia
Prato, le condizioni del M5S per il campo largo
Trattative in corso: i nodi rimangono Peretola, Publiacqua e termovalorizzatore
PRATO. È il cammino del “campo largo”, l’intesa tutta da costruire tra Pd e M5S, uno dei fattori che sta complicando ancora di più negli ultimi giorni l’uscita del nome del candidato sindaco del centrosinistra a Prato.
È la rincorsa di incontri telefonici che ormai sta diventando giornaliera, passo dopo passo, fra esponenti cittadini del M5S e del Pd cercando di tessere una tela che, fatta all’ultimo minuto, lascia dubbiosi molti osservatori in città. Ma di fatto, la volontà di presentare a giugno proprio il “campo largo” progressista a Prato è realtà; le indicazioni, giorno per giorno, arrivano da Roma e filtrano, attraverso i rispettivi segretari provinciali, verso i livelli regionale e nazionale.
Un’intesa non facile da firmare. In casa M5S il diktat per provare l’esperimento dell’accordo con il Pd, è legato ad una serie di questioni dirimenti; prima di tutte, il “no” al prolungamento della pista dell’aeroporto di Peretola, poi i “no” a quotare in borsa l’ente gestore del servizio idrico integrato, Publiacqua per intenderci, andando alla sua totale ripublicizzazione, poi blocco totale al consumo di suolo con nuovi edifici, forte sviluppo del diritto alla casa e realizzazione di alloggi di edilizia popolare ristrutturando plessi e immobili in disuso, ed ancora “no” assoluto a realizzare un termovalorizzatore e a chiudere il ciclo dei rifiuti con l’incenerimento. Punti assoluti, dicono nel M5S pratese, per i quali e sui quali si consuma in queste ore la piattaforma su cui far poggiare l’esperimento pratese. A livello nazionale, c’è chi lo giura nel Pd, l’accordo fra Elly Schlein e Giuseppe Conte è già cosa fatta. Ma per farlo davvero mancano i territori dove le due parti politiche sono state, e forse lo sono ancora oggi, distanti. Almeno dall’esterno, anche se in casa M5S si guarda a Marco Biagioni come il “nuovo” Pd. Il campo di prova sono le elezioni amministrative di giugno. I pentastellati a Prato sono consapevoli che col restare fra il 5 e il 7 % dei consensi e all’opposizione non riusciranno più a incidere mai nelle politiche di governo. Lo sanno anche in una parte del Pd, che da tempo strizza l’occhio a volere una contaminazione con i post “grillini” riportando a sinistra i Dem. Insomma, ore concitate in cui i telefoni esplodono di chiamate. E in cui si attende di capire davvero cosa accadrà a a Prato. l
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