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Prato, il travaglio del Partito democratico ancora alla ricerca di un candidato
Sempre i soliti nomi in ballo ma l’impasse non si sblocca e il tempo passa
PRATO. Conto alla rovescia (sembra) nelle prossime 48 ore, e il nome del candidato sindaco (o candidata) del Partito democratico dovrebbe uscire. Il condizionale è sempre d'obbligo, e non è detto che accada nei tempi che qualcuno indica. La città attende. E l'ansia nel centrosinistra cresce.
L'elenco dei nomi in ballo per la candidatura è sempre il solito (Bugetti, Santi, Manetti, Faggi, Biagioni), con l'incognita di quello dell'assessora comunale all'istruzione Ilaria Santi che almeno fino ad ieri, voci di corridoio, stava ancora valutando l'ipotesi di rimanere in campo o no. La valutazione qui, sarà tutta personale. Il retroscena è, comunque, sempre il solito, uguale a se stesso come arriva da alcuni mesi; un partito, quello dei Dem, diviso a grappoli fra chi sta da una parte e chi sta da un'altra, fra chi rivendica uno stato di cose fatto e passato, fra chi rimette in gioco scelte sbagliate, giuste o meno di tempi trascorsi. Fatto sta che sul fronte dei candidati a sindaco, sul tavolo delle trattative restano i soliti nomi; quello della consigliera regionale Ilaria Bugetti, il più quotato dalla base dei Dem (con il 92 % dei circoli del Pd che appoggerebbero la sua candidatura), quello del vicesindaco Simone Faggi, espressione del governo degli ultimi dieci anni con Matteo Biffoni e parte dell'area riformista del Pd, e, in ultima analisi ma non per ultimi, quelli del segretario provinciale Marco Biagioni e della capo di gabinetto di Eugenio Giani Cristina Manetti. Lo stallo è tutto qui, condito, però, da veti incrociati e rivendicazioni di parte che non sempre sembrano collimare con le reali esigenze della città che ormai si trova a meno di 90 giorni dalle elezioni comunali e da quelle europee. Di fatto, però, la situazione è questa. Sulla quale poggiano anche le recenti aperture, seppur a livello nazionale e non ancora a livello locale, del leader del M5S Giuseppe Conte al Pd come unico interlocutore per costruire un'alternativa al governo Meloni. La prova di campo, forse è tutta qui e qui anche il forte rallentamento che i Democratici pratesi stanno subendo rispetto alle logiche politiche nazionali. Resta da capire quanto e come, e soprattutto con quali spazi politici, possa essere trovato un accordo a livello cittadino fra il Pd e 5 Stelle, prima del'8 e 9 giugno.
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