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Opere e proteste

Prato, terza corsia autostradale sull’A11: in arrivo i decreti di esproprio, tutte le prossime tappe

di Luigi Spinosi
Un tratto dell’A11 all’altezza di Prato
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Un tratto dell’A11 all’altezza di Prato

Riparte la mobilitazione dei residenti lungo la Firenze-Mare

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PRATO. Riparte la mobilitazione delle famiglie che vivono a ridosso dell’A11 contro la realizzazione della terza corsia autostradale. A riaccendere la miccia l’arrivo delle lettere di esproprio delle aree a ridosso dell’A11. Una mobilitazione che prenderà corpo con una riunione, convocata per il 20 marzo (alle 21 alla casa del Popolo di via del Ferro a Cafaggio) dal Comitato “In mezzo ad un’autostrada”.
La protesta
«Nel silenzio generale delle istituzioni – scrive il Comitato – dal mese scorso stanno arrivando i decreti di esproprio per l’ampliamento dell’A11 con terza corsia, con indennità irrisorie e pericolo per la sicurezza dei residenti, dovuto alla deroga di Autostrade Spa sulle distanze minime dalle abitazioni. Sono circa duecento a Prato le famiglie e le realtà colpite dai decreti di esproprio e presa di possesso per il progetto di ampliamento dell’A11, l’ennesima opera obsoleta e dannosa, che disperde risorse per il traffico su gomma, mentre la giunta Biffoni firma patti per la neutralità climatica. Sta capitando a noi ma potrebbe capitare a chiunque: l’ennesimo sopruso di una multinazionale forte su famiglie ed aziende indifese, lasciate “in mezzo all’autostrada” perché contigue al tracciato dell’A11. In questi anni ci siamo sentiti ben poco tutelati dall’amministrazione comunale, che come compito dovrebbe salvaguardare salute e sicurezza pubblica, oltre che dare seguito concreto alla conversione ecologica e alla mobilità sostenibile, non limitandosi ad accordi solo sulla carta, come il “carbon neutral city”. Il Comune di Prato non ha saputo far altro che chiedere come compensazione l’allargamento del Ponte Lama, senza neppure riuscire a completare le richieste con la realizzazione del sottopasso del Soccorso, o ancora senza prima chiedere la messa a norma delle barriere e il rispetto dei limiti di sicurezza».
Barriere anti-inquinamento
«Da oltre venti anni a causa dell’assenza di barriere anti-inquinamento – prosegue il Comitato – Autostrade Spa contravviene alla legge, facendoci respirare scarichi e subire rumori senza impianti di mitigazione. Prato come larga parte della Piana è fra le zone più inquinate d’Italia. Le scarse barriere realizzate parzialmente nei decenni, così come quelle previste dal progetto di ampliamento non sono dotate infatti di tettoie in grado di contenere le polveri sottili. Taglio dei costi a discapito della popolazione. Ancora peggio però è la deroga accordata in Conferenza dei Servizi e quindi anche dallo stesso Comune di Prato ad Autostrade Spa relativa al rispetto delle distanze di sicurezza, solitamente indicate in almeno 30 metri di distanza da abitazioni in zona edificata, mentre in questo progetto le costruzioni saranno a ridosso degli edifici con evidente rischio per persone e cose, come avvenuto anche negli anni contando purtroppo anche vittime. Oltre al danno, ora la beffa degli espropri e quindi dell’ulteriore pregiudizio alla vivibilità e a un’abitazione dignitosa. Per risparmiare sui costi infatti le indennità provvisorie proposte da Autostrade Spa sono irragionevolmente inferiori al valore di mercato».
Le indennità
Indennità che, spiega invece il Social Forum di Prato che interviene a sostegno del Comitato pratese, sottolineando che «Autostrade Spa sta notificando i decreti di esproprio con indennità di rimborso cosiddette “provvisorie”, stimate fra gli 80 centesimi (per i terreni agricoli) e i sette euro al metro quadro per quelli edificati». Il Social Forum va anche all’attacco dell’amministrazione Biffoni, accusata di ipocrisia e di essere in contraddizione con sé stessa, fra annunci di politiche ambientali (come il contratto per la città Carbon Neutral entro il 2030) e scelte che, invece vengono giudicate impattanti fra consumo di suolo e traffico. E lo stesso Social Forum ribadisce la necessità di una messa a norma delle barriere anti-inquinamento sull’autostrada esistente e di ammodernamento dell’A11 solo tra Peretola e Prato Ovest.
Le notifiche
E al momento però, stando almeno alle indiscrezioni che arrivano da fonti tecniche, le notifiche (definite preliminari) di esproprio riguarderebbero proprio solo il primo tratto dell’autostrada A11, quello tra Peretola e Prato Est, definito lotto uno. Solo in un secondo tempo partiranno quelle del lotto due (da Prato Est a Prato Ovest), che coinvolgerebbero proprio la frazione di Cafaggio dove più forte è l’opposizione al progetto. Per quanto riguarda le valutazioni delle aree, giudicate troppo basse, si tratta delle cifre contenute nelle tabelle ministeriali a cui bisogna attenersi in caso di esproprio. Insomma, quella che sta per cominciare si annuncia come una primavera calda, non solo sotto il profilo meteorologico.

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