Il Tirreno

Prato

La tragedia

Prato, travolto e ucciso da un’auto: fatale l’errore nell’inserimento della marcia

di Luigi Spinosi
Luigi Manese e il marciapiede su cui era Manese
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Luigi Manese e il marciapiede su cui era Manese

Luigi Manese era sceso per gettare la spazzatura e per fare poi alcune commissioni. La ricostruzione di quanto accaduto

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PRATO. La morte non è mai qualcosa di facile da accettare ovviamente, ma diventa ancora più difficile farlo quando a provocarla è un incidente come quello che ieri mattina, attorno alle 9,30, ha strappato all’affetto dei suoi cari Luigi Manese, pensionato di 81 anni. Un incidente che ha dell’assurdo, avvenuto esattamente sotto casa dell’uomo, in via dell’Alberaccio.

L’uomo, infatti, era sceso per gettare la spazzatura e per fare poi alcune commissioni quando, sul marciapiede davanti la farmacia comunale, è stato investito da una Smart che lo ha schiacciato contro la parete del palazzo, in pratica uccidendolo sul colpo. Una scena avvenuta davanti agli occhi terrorizzati di tantissime persone, vista la presenza, proprio dall’altra parte della strada, del giardino pubblico in cui tantissime persone si stavano godendo il sole ormai primaverile, persone rimaste sconvolte dalla scena, ma anche dal pensiero che pochi minuti prima erano passati dallo stesso marciapiede e che avrebbero potuto trovarsi al posto della vittima. Si, perché come detto l’uomo non è stato travolto dall’auto mentre attraversava la strada, ma mentre era nel punto in teoria più sicuro, ossia il marciapiede.

Secondo la ricostruzione fatta dai tanti testimoni che hanno assistito alla scena all’origine della tragedia ci sarebbe stata una marcia sbagliata inserita dalla guidatrice della Smart. La vettura, infatti, era parcheggiata negli stalli di sosta davanti alla farmacia, con la parte anteriore rivolta verso il palazzo e il marciapiede su cui si trovava Manese. Quando la sua proprietaria, una donna di 86 anni, è salita in macchina e l’ha messa in modo, invece di avere la retromarcia inserita aveva l’auto in prima. Così, quando nella strada non stava passando nessuno, la donna ha rilasciato la frizione accelerando, in modo da approfittare della via libera per immettersi rapidamente nella carreggiata. Solo che invece di andare a marcia indietro l’auto, che aveva la prima innestata, ha fatto un balzo in avanti, salendo sul marciapiede e investendo Luigi Manese senza lasciargli scampo, e rendendo inutile l’intervento dei soccorritori immediatamente chiamati dalle tante persone che avevano assistito alla scena. Sul posto, per i rilievi, è intervenuta la polizia municipale di Prato che, dopo i rilievi, ha sequestrato la Smart e ritirato la patente alla donna.

Nell’incidente un ruolo determinante, in una circostanza in positivo, nell’altra in negativo, l’ha avuto anche la fatalità. Secondo il racconto dei testimoni prima dell’incidente Manese si era fermato un attimo per salutare una conoscente, che, per sua buona sorte, si era allontanata dal luogo della tragedia giusto pochi attimi prima dell’incidente. L’altro aspetto è rappresentato dal punto in cui è avvenuto: a separare i parcheggi dal marciapiede in quel tratto vi è anche una fitta siepe, tranne che davanti a due stalli di sosta dove non c’è niente tra posto e auto e passaggio dei pedoni. E uno dei due è proprio quello in cui aveva parcheggiato la Smart, che così non ha trovato nemmeno l’ostacolo di quella barriera vegetale che, chissà, probabilmente avrebbe potuto rallentare lo scatto dell’auto salvando la vita di Luigi Manese, ai cui parenti e amici vanno le condoglianze della nostra redazione.


 

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