Il Tirreno

Prato

L’intervento

Prato, dopo 14 anni e tre decessi riapre il sottopasso di via Ciulli

di Luigi Spinosi
Il sottopasso di via Ciulli
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Il sottopasso di via Ciulli

Ecco il sopralluogo al cantiere, a maggio sarà riaperto al traffico

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PRATO. A ottobre saranno trascorsi 14 anni da quando in quel tunnel persero la vita tre donne Wang Dong Lan, 42 anni, la sorella Wang Jilan, 50 anni e la figlia di quest’ultima, Wang Chengwei, di 34 anni. Il pensiero a quella tragedia corre spontaneo, assieme ai brividi che accompagnano quel ricordo: da allora ai due lati di quella striscia di asfalto c’è una barriera, a chiuderne l’accesso. Ebbene, quella barriera sarà tolta a maggio, quando sarà riaperto al transito il sottopassaggio ferroviario di via Ciulli, chiuso appunto da 14 anni per il sequestro probatorio disposto dalla magistratura in seguito alla tragedia avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2010, quando le tre donne morirono annegate nel tunnel allagato per l’esondazione del Vella dopo un nubifragio.

E ieri c’è stato il sopralluogo al cantiere dei lavori di ripristino, avviati a dicembre sia sulla parte impiantistica che su quella stradale, alla presenza del sindaco Matteo Biffoni, dell’assessora Cristina Sanzò, del dirigente del servizio mobilità Riccardo Pallini e dell’ingegner David Malossi, direttore dei lavori per la cassa d’espansione dell’ospedale Santo Stefano per l’Asl Toscana Centro che ha curato anche il progetto di messa in sicurezza idraulica dell’area tra i torrenti Vella e Iolo. Gli anni e l’incuria dovuta alla chiusura avevano ridotto in pessimo stato quel tratto di strada che collega Narnali e Galciana, tra piante infestanti, asfalto rovinato e impianti ormai non più funzionanti: la parte impiantistica elettrica e idraulica dell’opera, già in via di conclusione, è stata assegnata a “Lacquacad” di Capannori, mentre del rifacimento stradale si è occupata Endiasfalti di Agliana, per un importo totale di 200mila euro finanziati dal Comune. Ma oltre alla fine dei lavori c’è un altro passaggio da fare prima di poter riaprire quel tunnel: come ha spiegato Malossi (e come aveva indicato anche l’ordinanza di dissequestro), per la riapertura è necessario prima il collaudo della vasca di espansione da 18mila metri cubi di capacità che sta sorgendo vicino all’ospedale, e previsto per metà aprile: «È stato un lungo percorso in cui non ci siamo certo limitati ad aspettare, ma abbiamo anzi fatto proposte e progetti per la riapertura alla magistratura che aveva sequestrato il sottopasso – ha detto il sindaco Biffoni – finalmente dopo tante richieste siamo riusciti a ottenere il dissequestro grazie alla presenza della cassa di espansione, che è utile per la nuova palazzina dell’ospedale ma anche per il sottopasso di via Ciulli. La Corte d’Appello di Firenze infatti non ha disposto il dissequestro (arrivato nel 2022 ndr) finché non ha ritenuto che ci fossero le condizioni materiali di massima sicurezza e anche a noi non interessa solo riaprire la strada, ma farlo garantendo che non ci siano rischi per nessuno anche in casi di eventi importanti dal punto di vista meteorologici». «II lavori stanno procedendo veloci – ha aggiunto l’assessora Sanzò – l’impianto elettrico è praticamente pronto, c’è da ripristinare il manto stradale e le caditoie e se tutto va come deve andare, contiamo a maggio di riaprire definitivamente uno snodo viario che soprattutto i residenti di questa zona ci stanno chiedendo da anni».

Il progetto comprende anche la sostituzione della rete elettrica e delle attuali pompe con un nuovo impianto di sollevamento acque, oltre a un sistema di segnalazione semaforica e rilevazione allagamenti e a un nuovo gruppo elettrogeno.

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