Il presidio
Il Marconi di Prato è una garanzia per chi vuole trovare lavoro: lo dice lo studio nazionale
La classifica di Eduscopio: tra i licei primeggia il Copernico
PRATO. C’è un solo liceo pratese sul podio dell’area metropolitana. Così brillante da “rubare” la medaglia d’argento al Machiavelli di Firenze. Sono le scienze umane a portare ai vertici l’istruzione liceale in quel di Prato su un raggio di 30 chilometri: al Rodari la pagella di Eduscopio attribuisce un indice Fga di 60 (è il dato che tiene conto della media di voti e crediti delle matricole universitarie), ponendo il liceo pratese subito alle spalle del primo classificato che è il Pontormo di Empoli.
Per chi cerca lavoro restano una garanzia il professionale Marconi e il tecnico Buzzi. Non vede ribaltoni rispetto allo scorso anno la classifica Eduscopio, il portale della Fondazione Agnelli che aiuta gli studenti di terza media a scegliere le superiori classificando gli istituti sulla base dei risultati ottenuti all’indomani del diploma. Sotto la lente d’ingrandimento i diplomati del 2018, 2019 e 2020. Sì, c’è anche l’annus horribilis del Covid che ha rallentato la carriera universitaria di chi ha vissuto fra i banchi la prima parte della pandemia.
I licei. Nella top ten degli scientifici detiene saldamente il primato il Copernico, nono e unico nell’area metropolitana (indice Fga 71.1 ma era 76.72 nella rilevazione Eduscopio 2022) : chi esce dal Copernico ha una media di voti universitari del 26,64. Medaglia di argento il Livi che riaggancia la seconda posizione l’anno scorso occupata dal Conservatorio San Niccolò. Alle spalle Gramsci – Keynes e Convitto Cicognini. Covid o non Covid, si é distinto chi ha preso la maturità classica al Cicognini di via Baldanzi con un voto medio di 87,5: il liceo che vede al timone da 15 anni Mario Di Carlo si conferma sesto su un’area vasta in cui primeggiano il Forteguerri di Pistoia, il Michelangiolo di Firenze, il Virgilio di Empoli. Ma la sorpresa arriva dal liceo di scienze umane, il Rodari, secondo in un raggio di 30 chilometri. «È la dimostrazione che abbiamo lavorato bene anche in tempo Covid – ricorda Di Carlo – facevamo venti ore settimanali di Dad quando altre scuole ne facevano dodici».
Gli istituti. Si scrive Marconi, si legge lavoro sicuro al 74 per cento. È l’indice di occupazione fotografato da Eduscopio per il professionale di via Galcianese dove a settembre arriverà una nuova articolazione (produzione elettrotecnica e automazione) per l’indirizzo “industria e artigianato per il made in Italy”. E il 74 per cento di ex studenti del Marconi ha un lavoro coerente fra diploma e lavoro (era il 69,2 l’anno scorso). Un ottimo piazzamento che premia le scelte del preside Paolo Cipriani al lavoro per gli open day del 16 dicembre e 13 gennaio. «Tirano le specializzazioni oltre alla strumentazione innovativa dell’istituto: a breve arriveranno le nuove mini frese con i fondi del Pnrr. Tante le richieste delle aziende: ho esaurito le liste dei diplomati». Prendendo in esame il tasso di occupabilità a due anni dal diploma, dopo il Marconi si collocano il Buzzi (72 per cento), il commerciale Dagomari (69 per cento), l’alberghiero Datini (61 per cento), il turistico Gramsci-Keynes (57 per cento). Incoronato il Buzzi per la migliore formazione tecnica di area vasta in vista dell’università. È il segno dei tempi che cambiano: il 52 per cento dei diplomati prosegue prediligendo facoltà tecniche e scientifiche.
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