Il Tirreno

Prato

Emergenza alluvione

Alluvione a Prato, via libera ai rimborsi “zoppi”: esclusi auto, garage e scantinati

di Paolo Nencioni
Un garage seminterrato allagato in via Riva a Montemurlo
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Un garage seminterrato allagato in via Riva a Montemurlo

Il modulo regionale si presta a un’interpretazione restrittiva

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PRATO. L’acqua ha fatto danni nei garage e negli scantinati, ha portato via decine, se non centinaia di auto, alcune ridotte ad ammassi di ferraglia. Eppure a una prima lettura dei moduli di “ricognizione danni” diffusi giovedì sera dalla Regione sembra che garage, scantinati e autovetture non siano compresi tra i beni per i quali si può chiedere un rimborso allo Stato.

Il sindaco Matteo Biffoni temeva che sarebbe andata così, ha accennato alla questione anche in una delle ultime assemblee con gli alluvionati, ma vederlo nero su bianco è un’altra cosa.

«Anch’io sono rimasto sorpreso – racconta – Ora leggiamo meglio le carte, ma lunedì mi attacco al telefono e chiedo un appuntamento alla segreteria del ministro Musumeci (Protezione civile, ndr), vado a Roma a chiarire la questione». Che non è di poco conto perché riguarda migliaia di famiglie che ingenuamente avevano pensato che se l’alluvione ti allaga lo scantinato dovrai chiedere il risarcimento per lo scantinato, se ti porta via la macchina dovrai chiedere il risarcimento per la macchina.

E invece nella sezione 6 del modulo B1, quello riservato ai privati, si legge che «i danni dichiarati nelle precedenti sezioni non rientrano tra le seguenti cause di esclusione», tra cui figurano «danni alle pertinenze, ancorché distrutte o dichiarate inagibili, nel caso in cui le stesse si configurino come distinte unità strutturali rispetto all’unità strutturale in cui è ubicata l’abitazione». E nelle note esplicative si chiarisce che per pertinenze «si intendono, ad esempio, garage, cantine, scantinati, giardini, piscine, ecc». La speranza è che quando si parla di «distinte unità strutturali» ci si riferisca a garage staccati dall’abitazione principale (gli scantinati non si vede come possano essere staccati), che ridurrebbe di molto i casi di esclusione.

Per quanto riguarda le auto, potrebbero ricadere nel paragrafo che accenna a «sostituzione o ripristino di beni mobili distrutti o danneggiati strettamente indispensabili». L’auto è strettamente indispensabile? Sì, se mi serve per andare al lavoro, per esempio. Molti ci sperano, anche perché le assicurazioni non sembrano intenzionate a pagare, classificando l’alluvione del 2 novembre come un evento “catastrofale” che ricade in una categoria di polizza che quasi nessuno possiede.

C’è poi la questione di tutto quello che era contenuto in garage e scantinati. Teoricamente il congelatore o la lavatrice non ci dovrebbero stare, secondo la legge, per prevenire incendi, ma molti ce li tengono. Quindi anche in questo caso il rimborso del bene mobile «strettamente indispensabile» non è così certo.

I moduli per chiedere il rimborso sono pronti, ma non potranno essere inseriti nel portale della Regione prima della prossima settimana. Qualcuno dovrà aiutare gli alluvionati a compilarli, perché non sembra un’operazione così semplice. Il Comune era pronto a organizzarsi, ma ieri il presidente Giani ha fatto sapere che a Prato e Campi Bisenzio è prevista l’apertura di sportelli per i cittadini e le imprese, promossi dalla Regione in collaborazione con le Camere di commercio e Sviluppo Toscana. Inoltre verrà un accordo con i Caf e i patronati del territorio per l'adempimento di tuttr le pratiche di rimborso.

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