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L’intervento

Prato, il bastione trasformato in un supermarket della droga: trovati 5 chili di marijuana

di Paolo Nencioni
Prato, il bastione trasformato in un supermarket della droga: trovati 5 chili di marijuana

Prato, blitz dei carabinieri a Porta Leone: scattano tre arresti

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PRATO. Il bastione di San Giusto, fatto costruire quasi 500 anni fa da Cosimo I de’ Medici per difendere la città, è diventato un deposito della droga. Lo hanno scoperto i carabinieri che martedì mattina hanno arrestato due nigeriani di 28 e 30 anni e un marocchino di 27 anni, già fermato una settimana fa con mezzo chilo di marijuana e rimesso in libertà col divieto di dimora, una misura che evidentemente non ha intralciato più di tanto i suoi affari. Martedì ha provato a scappare ed è stato ripreso all’altezza del centro socio-sanitario Giovannini dopo un breve inseguimento.

Dentro il bastione di via della Misericordia c’è una casa abbandonata da anni dopo la morte del proprietario. Lì i carabinieri, insieme ai militari del Battaglione Toscana, hanno trovato cinque chili di marijuana, 700 grammi di ketamina, hashish, cocaina ed eroina. Insomma, ce n’era per tutti i gusti e lo spaccio era organizzato in maniera capillare ed efficiente. Lo spacciatore si fa trovare in centro, spesso vicino a piazza Duomo, viene avvicinato dal cliente e piazza l’ordine col telefono cellulare. Il complice prende le dosi richieste e in monopattino elettrico dal bastione raggiunge il punto indicato. In cinque minuti è tutto fatto.

Il “corriere” rischia poco perché di solito porta una modica quantità di sostanza stupefacente e dunque può sempre dire che era per uso personale.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine fanno arresti e sequestri di droga dentro il bastione, e non sarà l’ultima, a meno che la casa abbandonata non venga messa in sicurezza. Magari venduta e restituita alla civiltà.

Dentro alla casa abbandonata i carabinieri hanno trovato anche altri due stranieri e una donna italiana. Uno straniero è stato denunciato per furto di energia elettrica (si era attaccato alla linea dell’Enel), gli altri due per aver violato il divieto di dimora a Prato. In un capanno sono stati trovati anche alcuni attrezzi rubati nei cantieri edili del centro e altro oggetti di presumibile provenienza furtiva.

Gli occupanti abusivi avevano allestito anche un complicato sistema di specchi che consentiva loro di vedere chi stava entrando dall’ingresso che dà su via della Misericordia davanti a Porta Leone, accanto all’immobile che fino a qualche anno fa ospitava l’Istituto di anatomia patologica dell’ospedale Misericordia e Dolce. Ma martedì mattina evidentemente non sono stati abbastanza attenti o veloci.

I carabinieri si sono presentati in forze, con cinque pattuglie e un furgone della Compagnia intervento operativo del 6° Battaglione Toscana, oltre a un cane del Nucleo cinofili. I militari del battaglione sono presenti già da un paio di settimane in città per aiutare nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e i risultati si vedono: negli ultimo 11 giorni ci sono stati almeno sette arresti per spaccio.

Il problema è che, come nel caso del giovane marocchino arrestato martedì e già fermato una settimana prima, non basta nemmeno essere colti con mezzo chilo di marijuana per restare qualche settimana alla Dogaia.

Così la casa dentro il bastione, di cui gli eredi hanno rinunciato al possesso perché l’eredità era gravata di debiti, è diventata il rifugio ideale da cui far partire le consegne di droga.
 

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