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Speciale intervento salva la vita a una donna all’ospedale di Prato: la rara patologia e l’operazione


	La paziente, al centro, insieme allo staff medico che ha seguito il suo caso
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La paziente, al centro, insieme allo staff medico che ha seguito il suo caso

La paziente era affetta da una rara patologia: tre casi in tutto il mondo, solo uno operato con successo

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PRATO. Un complicato intervento eseguito all’ospedale Santo Stefano ha salvato la vita a una donna affetta da una rara patologia. L’intervento verrà illustrato al 41° congresso nazionale Acoi, l’associazione dei chirurghi ospedalieri, che si terrà dal 10 al 13 settembre a Roma.

L'intervento, con pochissimi casi in letteratura medica, per fistola duodeno-cavale (vena cava) effettuato sulla signora Donatella, è stato portato a termine a quattro mani dal direttore della Chirurgia di Prato, dottor Stefano Cantafio, insieme al direttore del Dipartimento Specialistiche chirurgiche dell'Asl Toscana centro, dottor Stefano Michelagnoli. Un quadro clinico ad elevatissimo rischio di vita, quello presentato nel caso della signora, determinato dalla comparsa di una comunicazione tra duodeno e vena cava di cui sono stati descritti in letteratura negli ultimi 50 anni solo 56 casi in tutto il mondo, di questi solo tre con le caratteristiche del caso trattato a Prato, che risulta essere l'unico operato con successo.

La paziente era stata operata a un tumore ovarico nel 2020, l'intervento era andato bene e, a due anni di distanza a fine pandemia, la signora Donatella si era concessa una vacanza in Versilia. Durante questa vacanza le compare una febbre per la quale va al locale pronto soccorso e la trattano somministrandole degli antidolorifici. Tornata a casa la febbre persisteva e la signora, in accordo col suo medico curante, decide di farsi vedere all'ospedale di Prato che l'aveva seguita in precedenza. Non riuscendo a individuare subito all'origine della febbre viene inizialmente ricoverata in Malattie Infettive dove, già dall'accesso, emerge un nuovo problema molto importante: un trombo alla vena cava nel tratto vicino alla porzione intestinale. Di fatto questo risulterà anche l'elemento che inizialmente la tiene in vita dato che fa una sorta di contenimento della fuoriuscita di sangue. Questo comporta che venga trasferita immediatamente in Rianimazione, dove rimane per una settimana per far sì che i rischi legati al trombo vengano minimizzati, quindi viene spostata nuovamente in Malattie Infettive dove viene individuata per la prima volta la comunicazione duodeno-cavale.

Ed è qui che subentra l’importante lavoro di tutta l'equipe multidisciplinare del Santo Stefano di Prato. La situazione era delicatissima ed il team ospedaliero è riuscito, con un grande lavoro di squadra che ha visto le varie figure mediche coinvolte in briefing settimanali, a far sì che la signora riuscisse a superare il “periodo finestra”, si stabilizzasse e potesse affrontare il delicato intervento su una patologia rara come quella che era stata individuata. Il rischio dell'intervento era così alto che ogni giorno era un giorno guadagnato e l’importantissimo lavoro di squadra ha permesso di allontanarsi il più possibile dalla fase ad alto rischio. «Un plauso – si legge in una nota dell’Asl – va però soprattutto a Donatella, donna forte e determinata, che ha sempre creduto nell’operato dei medici e riposto in loro la sua più completa fiducia, così come a suo marito e suo figlio per la pazienza e collaborazione, divenendo così anche loro parte della buona riuscita dell’intero percorso di presa in carico e dell’operazione».


 

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