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Prato, in arrivo 1.500 supplenti. E tra i precari spuntano due 66enni

di Maria Lardara
Prato, in arrivo 1.500 supplenti. E tra i precari spuntano due 66enni

Sul totale delle cattedre assegnate mille posti sono per il sostegno

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PRATO. Sembrano tanti ma non bastano. Non bastano a sradicare il male della scuola di sempre che è quello della “supplentite”. Prima di lasciarsi agosto alle spalle, quasi 1.500 supplenti annuali sono stati assunti per le scuole di Prato e provincia: è il bilancio record del primo “click” di nomine, l’operazione con cui l’algoritmo del Ministero associa le cattedre vacanti agli insegnanti presenti nelle graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) . Di questi quasi 1.500 docenti a tempo determinato, oltre un migliaio va a coprire i posti liberi sul sostegno dalla materna alle superiori. Eclatante il caso dell’istituto Datini che aveva bisogno di ben 37 supplenti di sostegno e che li ha avuti praticamente tutti con la prima tornata di assegnazioni: il secondo bollettino di nomine è atteso per il 4 settembre.

In cattedra a 66 anni. Ancora cattedre scoperte e giorni di attesa: i più fortunati avranno uno stipendio garantito fino al 31 agosto, per gli altri il contratto s’interrompe a giugno. E fra gli elenchi dei precari di fresca nomina, spuntano anche due docenti di sostegno della classe 1957 che avrebbero l’età per andare in pensione: vuoi perché la loro carriera scolastica è iniziata tardi, a 66 anni si ritroveranno a salire in cattedra.

Diffide al Provveditorato. Meno lamentele sono giunte quest’anno ai sindacati della scuola: l’algoritmo ha funzionato meglio. Un problema è la nomina di aspiranti supplenti che hanno avuto però il ruolo e quindi avrebbero dovuto cancellarsi dalle Gps.

«Il primo giro di nomine è andato bene, sia pure con qualche lamentela di scarso peso: ora si attende il secondo turno per coprire i posti “liberi” a causa di rifiuti o richieste di part-time», fa sapere la segretaria provinciale della Flc Cgil Filomena Di Santo. Alcuni posti, in pratica, sono stati assegnati a docenti immessi in ruolo. «Necessario almeno un secondo giro di algoritmo per fare le surroghe», conferma Daniela Scarlata della Cisl Scuola di Firenze e Prato. Ieri intanto sono arrivate sulla scrivania del provveditorato diffide e istanze di reclamo: tutte rigettate. Fra le contestazioni, la scarsa trasparenza sulla precedenza attribuita ai riservisti che rientrano nelle categorie protette o con legge 104. «Ma i diritti di precedenza e di riserva – replicano dall’ufficio scolastico provinciale – non possono essere diffusi in rispetto della normativa sulla privacy».

Rebus Ata. Questo è il vero nodo che rischia di far slittare l’avvio del tempo pieno alla materna e primaria. Le assunzioni di personale Ata previste dal Ministero non soddisfano le esigenze. Rispetto alla richiesta di 149 unità aggiuntive (custodi, assistenti tecnici e amministrativi) avanzata dai dirigenti scolastici, erano stati autorizzati solo 59 posti in più di cui 38 custodi. Vai a dirlo a quelle scuole con più plessi (istituto Nord) dislocati anche in frazioni diverse (Pontormo a Carmignano) oppure al liceo Livi/Brunelleschi con sei sedi fra Prato e Montemurlo. «A rischio la sicurezza nelle scuole – tuona Di Santo – l’auspicio è che arrivino presto nuove deroghe». Sul piede di guerra anche la Cisl Scuola. «Chiediamo di essere convocati con l’autorizzazione di un congruo numero di nuove deroghe». Intanto dopo quattro anni fa le valigie Philipp Botes, preside del Centro provinciale di istruzione per gli adulti che passa così in reggenza: dalla Garfagnana arriva al suo posto Giuliana Pirone, preside del comprensivo Bagni di Lucca.
 

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