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Prato, l’assessore-sceriffo torna in pista: «Sto valutando se candidarmi»
Aldo Milone pronto a rispolverare la sua lista: nel 2019 prese il 3,05%. «Sto a vedere cosa farà il centrodestra: io continuo a ricevere segnalazioni di residenti stanchi della situazione»
PRATO. «Ci sto pensando. Questi mesi estivi serviranno per capire come si evolvono le cose. A settembre deciderò se candidarmi o no per sindaco».
Aldo Milone, 67 anni ex dirigente della commissione tributaria provinciale, già assessore con la giunta di Roberto Cenni, si rimette in corsa. O forse medita di farlo. Sta di fatto che lo “sceriffo”, così come fu appellato negli anni della giunta Cenni, dice di ricevere ormai ogni giorno lamentele di ogni tipo dai pratesi, soprattutto da chi abita nel centro città. Milone le sue medicine dice di averle, per aiutare Prato sul tema sicurezza e piccola criminalità. La lista “Prato libera e sicura” torna di scena. Non l’ho mai abbandonata né lo ha fatto chi mi è stato sempre accanto in tutti questi anni – esordisce Aldo Milone – il centrodestra deve trovare un candidato che proponga risposte chiare e certe, non propaganda. Se in questi mesi non accadrà, mai dire no. Potrei candidarmi, ma adesso voglio osservare quello che accade e cosa decidono le forze di centrodestra”. Più spirito libero che organico alla politica partitica, con i suoi 2638 voti alle amministrative del 2019 (3, 05%), Milone non si sente schiacciato da nessuna logica di correnti o coalizioni. Rimette al centro il tema della sicurezza e della microcriminalità, problema annoso e di complessa soluzione, e parla di come dotare la polizia municipale della pistola elettrica taser e di usare il daspo urbano con maggiore efficacia, fino ad arrivare all’arresto in caso di reiterazione di fatti e reati.
Insomma, lo “sceriffo” ha tutta la voglia di tornare in campo e di rimettersi in gioco, perché, come dice, «la città sta scivolando di nuovo e velocemente in una situazione senza controllo effettivo del territorio, dal centro storico a tante altre aree della città e a questo vanno posti degli argini. Non tutto certo potrà essere magicamente risolutivo, ma continuare a non affrontare il problema presenta davvero un’escalation di fatti di violenza e reati che non vengono più fermati». Per Milone, ci vuole mano ferma e decisioni ferree.
«L’unico modo per porre rimedio al degrado che sta tornando”, dice il leader di “Prato libera e sicura”. Prato e provincia sono all’ottavo posto in Italia per tasso di delittuosità, ossia per quantità di reati denunciati rispetto alla popolazione residente. In numeri, nel 2021 si sono registrate 4.403 denunce ogni 100mila abitanti. Una classifica poco edificante. Ed è questo il campo di battaglia di Milone e di chi segue da anni “Prato libera e sicura».
«Lo dicono i numeri – prosegue Aldo Milone – e si tratta di una situazione che non può essere superficializzata. C’è bisogno di un cambio di passo e di rimettere al centro delle politiche della città, la sicurezza dei cittadini. Così non possiamo andare».
Due, tre mesi estivi di osservazione e riflessione e poi Milone deciderà se candidarsi o meno. Oppure se confluire nello schieramento più organico del centrodestra. Di certo, la posta e le aspettative si alzano. Intanto Italia Viva, il prossimo 29 giugno alle 21, apre il confronto pubblico sul centro storico con una iniziativa nei locali della provincia in via Ricasoli alla presenza dell’assessore Giacomo Sbolgi.
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