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Prato, boom di richieste per i nidi. Crescono anche gli stranieri

di Elena Andreini
Prato, boom di richieste per i nidi. Crescono anche gli stranieri

Gli aiuti della Regione riguardano pure gli spazi educativi e i GiocaCipì. Il Comune pensa ad agevolazioni in più per chi ha Isee sopra i 35mila euro

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PRATO. È boom di richieste per i nidi gratis grazie alle nuove agevolazioni previste dalla Regione Toscana per dare la possibilità a tutti i bambini di utilizzare le strutture dell’infanzia comunali e convenzionate. A Prato le domande sono già molte anche se l’accesso alla richiesta del contributo, aperto il 29 maggio scorso, resterà attivo fino al 30 giugno. La procedura per chiedere i “nidi gratis” è online sul sito del Comune di Prato. «La fase di adesione al progetto ha vari step – spiega l’assessora alla scuola Ilaria Santi – il primo dei quali è già evaso che è quello dell’adesione, oltre un mese fa, dei nidi comunali e quelli convenzionati con il comune di Prato alla piattaforma della Regione. Passo indispensabile per poter avere poi i nidi gratis da settembre 2023. Tutte le strutture sono accreditate alla piattaforma».

Fino a tutto giugno è in atto l’adesione da parte delle famiglie alla piattaforma. «Non abbiamo ancora il numero esatto in questo momento – spiega l’assessora – ma sappiamo che c’è una buonissima partecipazione». Il modello dei “nidi gratis” proposto dalla Regione per Prato non è una novità. «La Regione – spiega Santi – sta riproducendo un modello che il Comune di Prato aveva adottato già lo scorso anno: la Regione mette a disposizione un finanziamento in più viene collegato con i bonus dell’Inps. A differenza di quanto fatto lo scorso anno a Prato, ogni famiglia deve presentare il proprio Isee». L’agevolazione introdotta dalla Regione Toscana con il sostegno dell’Unione Europea, tramite l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo, prevede per le famiglie che faranno domanda e presenteranno un Isee fino a 35mila euro di usufruire di sconti mensili per la frequenza dei servizi all’infanzia 0-3 anni, comunali e privati, e insieme al bonus nido dell’Inps permetteranno di frequentare gratuitamente nidi d’infanzia, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare.

La richiesta dell’agevolazione deve essere fatta sul portale della Regione fino al 30 giugno. È necessario che le famiglie siano in possesso di Spid, Cns o Cie attivi, che sono gli unici mezzi di accesso al portale regionale. La Regione entro il 10 agosto individuerà i beneficiari della misura, assegnando a ciascuno una somma, fino ad un massimo di 527, 27 euro per ciascuna mensilità (per un massimo di 11 mensilità complessive) da settembre 2023 a luglio 2024, che sconterà quanto pagheranno mensilmente per i servizi e consentirà insieme al bonus nidi dell’Inps di frequentare gratuitamente i servizi (con tariffa mensile fino a 800 euro). È necessario che la domanda per i nidi gratis sia presentata dallo stesso soggetto che ha richiesto l’accesso al Bonus nido dell’Inps. In questi giorni sono molte le famiglie che chiedono informazioni al Comune perché, come sottolinea l’assessora alla scuola «anche se siamo un comune di 200mila abitanti c’è un rapporto quasi di front-office con le persone».

A Prato, però l’amministrazione comunale, ha previsto una misura in più anche per chi ha un Isee superiore a 35mila euro. «Per quest’anno e fino a quando avremo le risorse, e per ora ci sono – spiega l’assessora Santi – proviamo a fare a dare una mano anche a chi ha un Isee sopra i 35mila euro, non significa abbattimento della retta, ma una percentuale. Il nostro obiettivo è quello di fare andare il maggior numero di bambini ai nidi». E da questo punto di vista le richieste per un posto al nido da parte delle famiglie pratesi ci sono sempre state sia per i 10 nidi comunali che 32 accreditati. «Abbiamo avuto liste d’attesa anche durante il Covid – aggiunge – È un servizio per le famiglie, ma anche per i bambini che imparano a rapportarsi con altri bambini».

Gli aiuti della Regione riguardano anche i servizi aggiuntivi per le famiglie, gli spazi educativi, i GiocaCipì di Prato. «È una tipologia che abbiamo – dice Santi – per chi non trova posto nei nidi, ma anche per chi ha bambini da 7 a 12 mesi; qui i bambini stanno con l’adulto di riferimento e con l’educatore. Anche per queste strutture da quest’anno la Regione darà un aiuto che funziona nello stesso modo del nido gratis». In città stanno nascendo ogni anno circa 100 bambini in meno, ma nonostante questo Prato resta il comune più giovane. «Siamo una città con circa 120 etnie – dice Santi – e tutte le famiglie utilizzano i nidi ed è importante perché i bambini iniziano prima a stare tutti insieme. Nelle nostre classi c’è davvero il mondo, in una scuola ci sono 18 inni nazionali compreso quello australiano».
 

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