Italia
Il primo atto del sindaco di Poggio a Caiano: togliere lo striscione per Giulio Regeni
La denuncia del consigliere regionale Melio: «Vergogna». E la replica del primo cittadino: «L’esposizione di un simbolo non seguita da atti concreti è un gesto vuoto. Lo rimetteremo da un’altra parte»
POGGIO A CAIANO. Non è passato inosservato il primo atto del nuovo sindaco Riccardo Palandri, civico ma sostenuto dai partiti di destra. Da martedì 17 maggio è scomparso il cartello giallo sul balcone del palazzo comunale di Poggio a Caiano, dove era appeso da anni, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, il ventottenne italiano barbaramente ucciso il cui corpo fu ritrovato il 3 febbraio 2016 al Cairo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Ed è Iacopo Melio, consigliere regionale del Pd e attivista dei diritti umani, che ieri su Facebook ha evidenziato tale fatto scrivendo che la scelta compiuta dal nuovo primo cittadino ha un solo commento: “Vergogna! A quanto pare c’è chi non vuole ottenere verità e giustizia per Giulio. Gli stessi che al Governo disconoscono il reato di tortura”. E ancora: “Uno striscione a un balcone non può riportarci Giulio Regeni indietro, su questo non si discute, ma permette di mantenerne vivo il ricordo e soprattutto di sottolineare l’importanza della ricerca della verità: è un atto politico, ma soprattutto morale e di civiltà. Toglierlo significa anche calpestare la memoria e il lavoro di Giulio”.
Da parte sua, il sindaco di Poggio a Caiano Palandri non appare convinto delle parole del consigliere regionale e ribatte. «Il cartello è stato tolto per dare spazio martedì scorso alla giornata contro l’omotransfobia – dice Palandri – Comunque non sono né a favore né contrario a rimettere il cartello Verità per Giulio Regeni. Ascolterò cosa decide il consiglio comunale».
Il sindaco di Poggio dice che va «ricercata la verità vera e che un cartello non è il modo giusto per ottenerla». Palandri parla della ricerca della “verità vera” come se ancora ci fossero incertezze; anche il Parlamento europeo, parla di un barbaro assassinio in un contesto di torture.
«Avevamo conosciuto Poggio a Caiano come il primo Comune in Italia che ha fatto tornare i bambini nelle scuole nel dopo pandemia, una bella lezione di futuro e educazione. Non vorrei che adesso Poggio fosse conosciuto come il Comune che censura messaggi per i diritti umani e contro la barbarie dell’assassinio di un giovane in Egitto» commenta l’ex sindaco Francesco Puggelli, ora sui banchi dell’opposizione.
«Non mi permetto certo di giudicare la persona, il nuovo sindaco di Poggio: il mio vuole essere un attacco al gesto compiuto e alla scelta, assolutamente inaccettabile in ottica di diritti umani» ha scritto ancora il consigliere regionale Iacopo Melio.
È probabile che la questione venga affrontata nel corso del primo consiglio comunale, fissato per venerdì, quando Palandri si insedierà e renderà nota la composizione della nuova giunta.
Nel pomeriggio, quando la notizia ha cominciato a rimbalzare sui social network, il sindaco di Poggio a Caiano ha chiarito meglio la sua posizione con una lunga nota inviata ai giornali.
«In queste prime ore del mio mandato – scrive Palandri – sembra che l'attenzione di una piccola parte dell'opposizione si sta concentrando, strumentalizzandola, sulla "rimozione" temporanea del cartello recitante "Verità per Giulio Regeni" dalla terrazza del palazzo comunale. È mia intenzione puntualizzare e chiarire la questione. Premettendo che nessuno mette in dubbio la necessità di sapere la verità su quanto accaduto nel caso specifico come in molti altri accadimenti che purtroppo hanno coinvolto nostri concittadini in terre straniere, tengo a precisare che il cartello oggetto del contendere è stato temporaneamente rimosso in data 17 maggio per fare spazio alle bandiere arcobaleno celebranti la giornata contro l'omofobia, bifobia e transfobia (una novità assoluta per il Comune di Poggio a Caiano)».
«In osservanza dei dettami dell'ufficio del Cerimoniale di Stato – spiega ancora Palandri – le uniche bandiere permesse sulla facciata della sede istituzionale sono: bandiera nazionale, bandiera dell'Unione Europea, bandiera del Comune o, in alternativa, la bandiera del Paese ospite. Per questo, il resto della simbologia (anche quella che potrà esposta in deroga in occasioni particolari) verrà ricollocata, dandole opportuna visibilità e quanto prima, in altro luogo nella sede istituzionale. L'esposizione di una bandiera, un cartello o un simbolo, se non seguiti da azioni concrete, pur nei limiti dell'autonomia locale, restano gesti vuoti. Vogliamo ricordare che lo stesso striscione è affisso anche all'esterno delle Scuderie Medicee, più nuovo e più visibile. Le bandiere arcobaleno installate il primo giorno del mio mandato devono rassicurare i cittadini sul fatto che la nostra azione amministrativa e politica sarà caratterizzata da tutta la sensibilità ed attenzione a tutti i temi, come abbiamo dimostrato anche durante i mesi di campagna elettorale».
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