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Prato, nuova vita per la ex Gegè di Casale: è stata acquistata dal gruppo Valsa
Lo stabilimento sarà rinnovato: la produzione riprenderà dopo l’estate
PRATO. La buona notizia è arrivata nella giornata di ieri. C’è un futuro per lo stabilimento pratese Gegè-Italpizza, da tempo in liquidazione, e per i suoi 65 dipendenti, che dall’inizio di questa vicenda si sono battuti per scongiurare la perdita del proprio posto di lavoro. La Food Italia, conosciuta come ex Gegè, è stata infatti acquistata da Valsa Group di Bologna: i 61 dipendenti saranno riassorbiti nello stabilimento di Casale, nel pratese, ed è qui che ricomincerà tutto, dopo una parentesi nerissima in cui i dipendenti hanno temuto per il proprio posto di lavoro dopo che, nel novembre scorso, Italpizza aveva annunciato, all’improvviso, la chiusura dello stabilimento di via Don Giulio Facibeni.
L’asta di vendita si è conclusa ieri, nello studio di Filippo Ravone che ha curato tutta la procedura. L’operazione è arrivata al traguardo con un investimento di 693mila euro: entro il primo di giugno si procederà al saldo, quindi alla stipula dell’atto di vendita notarile. In questo frangente, gli operai resteranno sì in cassa integrazione, garantita dopo il tavolo tra la Regione, le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fais Cisl, insieme a Benedetta Squittieri, assessora alle attività produttive di Prato. È stato lo stesso curatore della procedura giudiziale a comunicare alle sigle sindacali il buon esito dell’operazione
«Sono stati mesi di lavoro impegnativi e difficili – ha sottolineato Ravone - , ma abbiamo ottenuto un duplice risultato: la salvaguardia dei posti di lavoro e della procedura concordata. È stato un lavoro di squadra». La soddisfazione, ieri sera, è stata totale, soprattutto sul fronte delle sigle sindacali coinvolte: «Finalmente la buona notizia, che attendevamo da tempo e per la quale si sono battuti i lavoratori, che non si sono mai arresi alla prospettiva della chiusura delle attività», commentano con soddisfazione Silvia Ghilardi della Flai Cgil Pistoia-Prato e Andrea Piccini del Fai Cisl Firenze-Prato. «La volontà dei lavoratori – ricordano Ghilardi e Piccini – è stata fondamentale per salvare il sito produttivo pratese. I lavoratori non hanno mai smobilitato, convinti come sono sempre stati che vi fosse la possibilità della continuità produttiva e di nuovi investimenti. Alla fine sono venuti a capo di una situazione problematica ed hanno avuto ragione sugli intendimenti dei vertici Italpizza, che hanno puntato, da sempre, alla chiusura dello stabilimento di Prato. A questo punto, e nel ringraziare chi è stato vicino alla lotta delle lavoratrici e lavoratori, siamo pronti, con fiducia, ad avviare il confronto con la nuova azienda sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Casale».
I due sindacalisti fanno eco alla dichiarazione dell’amministratore delegato di Valsa Group Marco Setti: «Ci accingiamo ad attivare il piano di rilancio dello stabilimento di Prato. La salvaguardia occupazionale e del territorio rappresenta un focus primario per Valsa Group. Il sostegno di parti sociali e istituzioni è stato fondamentale per il raggiungimento del comune obiettivo».
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