Il presidio
Prato, folla per i funerali del piccolo Pietro: «Sei la nostra stella, sapevi cosa significava essere amici»
Lo straziante addio al bambino di 8 anni morto a causa di un raro tumore, Poggio a Caiano si stringe attorno alla famiglia, il saluto dei compagni di scuola
POGGIO A CAIANO. Il sagrato della chiesa di Bonistallo non è riuscito a contenere tutti coloro che ieri pomeriggio (sabato 29) volevano dare l’ultimo saluto a Pietro Desii, il bambino di 8 anni morto giovedì dopo aver lottato a lungo contro un raro tumore all’ospedale pediatrico Meyer. È stato necessario fare una diretta Facebook del funerale per consentire a tutti di assistere alla cerimonia officiata da don Cristiano D’Angelo insieme ad altri sacerdoti.
Il carro funebre bianco si è fermato davanti alla chiesa sulla collina che domina Poggio a Caiano poco prima delle 15, proprio davanti a un grande striscione all’ingresso della chiesa con la scritta “Pietro non ti dimenticheremo”.
Uno striscione simile (“Ciao Pietro”) campeggia davanti alla scuola elementare Lorenzo Il Magnifico, dove Pietro frequentava la terza B. I compagni di scuola hanno tappezzato l’ingresso della scuola con tanti struggenti messaggi di addio al bambino dal volto sorridente a cui tutti erano affezionati.
Nella sua omelia don Angelo si è soffermato all’inizio sul valore dell’abbraccio. «Un pezzettino di noi è andato via e un pezzettino di noi ora è in cielo – ha detto il parroco tentando di esorcizzare una tragedia che ha scosso un’intera comunità – Siamo qui per dare un senso a questo. Pietro non ha sprecato la sua vita, anche se breve. È come se fosse Pietro che ci abbraccia e ci dice che la vita non finisce. Chi è che non si è fatto la domanda: perché Gesù non fai il miracolo? Dove eri Signore? Dobbiamo accettare che la vita è questa. Il vuoto non ce lo toglierà mai nessuno, però dobbiamo continuare a vivere. La risposta è nella vita, è un fatto. Possiamo solo accettarlo. Dobbiamo accettare il limite. Pietro era felice nonostante la malattia, davanti a noi che ci spaventiamo per un raffreddore... Mi piace immaginare che Pietro sia al banchetto del paradiso, lui che “si invitava” a pranzo dagli altri».
Tanti bambini hanno voluto leggere i loro messaggi ed è stato il momento più straziante: «Ciao Pietro, sono l’Elisa, noi insieme alla tua sorellina Ginevra da piccoli abbiamo giocato insieme, sono qui per dirti che sei stato un piccolo grande guerriero. Ci hai lasciato un insegnamento bellissimo: dobbiamo essere più forti del male». Poi la catechista, il maestro di scuola che ha letto un messaggio dei compagni della terza B: «Sei la nostra stella. Sapevi cosa significava essere amici, eri quello che ci diceva ora fate pace. Ti piaceva fare le rime. Non ti dimenticheremo».
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