Il presidio
Ginnastica militare nella palestra della scuola media di Prato: è scontro in città
Il Comitato 25 Aprile non la vuole: «Diffonde metodi sportivi sul modello “littorio” fra la popolazione». I promotori: «La faceva anche Mennea»
PRATO. «Ma quale fascismo o ideologie politiche. Si tratta di una metodica ginnica a corpo libero fra le migliori, usata da Pietro Mennea e Sara Simeoni e atleti olimpici». A dirlo è Stefano di Falco, trainer e fisioterapista che dallo scorso febbraio ha portato a Prato, nella palestra della scuola media Pier Cironi, corsi di “ginnastica dinamica militare” rivolta in genere, come dice di Falco, a persone in età compresa fra i 20 e i 60 anni. Un tipo di ginnastica che, almeno dal nome, sta scatenando però il putiferio a Prato, e lo ha già fatto a Pisa e Livorno nei mesi scorsi.
A sollevare la diatriba arriva il Comitato per la Liberazione del 25 Aprile a Prato, perché quel titolo “ginnastica dinamica e militare” secondo Tommaso Chiti del Comitato 25 Aprile, potrebbe nascondere o sottendere la volontà di diffondere metodi sportivi sul modello “littorio” fra la popolazione.
Per gli organizzatori dei corsi, invece, si sta andando fuori strada. Totalmente. Giorgio Bucci, 45 anni, trainer e responsabile del brand “Ginnastica dinamica e militare” per le regioni del centro nord spiega che la disciplina sportiva che stanno portando un po’ dappertutto negli ultimi anni, tutto è fuorché diffondere «ideologie e scontro. Anzi. Si tratta di una metodologia di sport ad alta intensità e a corpo libero, senza mai un contatto fra le persone. Abbiamo una divisa di colore verde, quello sì, ma senza alcun riferimento se non all’esercito italiano con il quale collaboriamo come istruttori».
Per il Comitato per la Liberazione del 25 Aprile, i dubbi sulle reali intenzioni, invece, ci sarebbero tutti. Il suo, è un gioco di indizi e di sospetti. «Dopo aver appreso con sgomento della campagna di promozione sui social network dell’organizzazione di un corso di “ginnastica dinamica militare italiana” presso un istituto scolastico cittadino esprimiamo il fermo dissenso per questa iniziativa, per cui è stato presentato un esposto formale ai referenti dell’amministrazione comunale e dell’Ufficio scolastico provinciale con richiesta di chiarimenti nel merito delle autorizzazioni rilasciate» hanno scritto quelli del Comitato. «Spesso in questo tipo di attività si nasconde preparazione e reclutamento per foreign fighters (combattenti stranieri mercenari ndr)», dubita Tommaso Chiti. Gli organizzatori ribattono, senza battere ciglio. «Non c’è niente di tutto questo. È la solita strumentalizzazione. Si chiama in questo modo perché questa metodica ginnica necessita di disciplina e regole essendo ad alta intensità e a corpo libero», spiega Giorgio Bucci. E ribatte Stefano di Falco: «Lavoriamo a corpo libero sullo sviluppo delle catene muscolari. Chi fa discipline sportive sa di cosa parliamo. Il resto sono polemiche sciocche». La metodica della ginnastica dinamica ad alta intensità è usata dall’esercito italiano. «Noi non insegniamo la cultura della guerra, semmai quella delle convivenza senza divisioni sociali», replica Giorgio Bucci.
«Chiunque può venire a vedere cosa facciamo e come lavoriamo – aggiunge – Comunque strano che si polemizzi su un metodo di ginnastica a corpo libero, ma nessuno dica qualcosa sulla boxe o sul full contact o sul karatè».
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