Barista sfregiata, i tre arrestati già domani davanti al giudice
Continua la caccia al secondo picchiatore di Martina, che è in fuga
PRATO. L’appuntamento è per domani alle 10 al secondo piano del Palazzo di giustizia. Nell’aula del giudice per le indagini preliminari compariranno i tre arrestati con l’accusa di aver avuto un ruolo nel brutale pestaggio di Martina Mucci, la giovane barista sfregiata il 21 febbraio in via della Fonderia: il presunto mandante ed ex fidanzato Emiliano Laurini, il presunto intermediario Mattia Schininà e il presunto esecutore materiale Kevin Mingoia. Quando i tre si troveranno davanti al giudice avranno dunque avuto quattro lunghi giorni per riflettere su quello di cui sono accusati, cioè rapina, lesioni e sfregio in concorso, ovviamente ognuno per la sua parte.
Le posizioni più pesanti sembrano quelle di Laurini e Mingoia, cioè il presunto mandante e il presunto picchiatore, mentre più defilata appare quella di Schininà, che potrà sempre dire di non aver saputo che cosa avrebbe chiesto di fare Laurini a Mingoia e al suo complice. È stato lui, Mattia, a mettere in contatto l’ex fidanzato di Martina Mucci col diciannovenne Mingoia, ma nessuno sa che cosa si siano detti.
Al contrario, nelle carte finora messe a disposizione degli arrestati e dei loro avvocati si rintraccia qualche appiglio per questa tesi. C’è l’arrabbiatura di Schininà nei confronti di Laurini e c’è anche la paura del giovane (ha compiuto da poco 20 anni) al cospetto del quarantunenne Laurini. Una paura forse fondata anche sui fatti. Sembra che il padre della ragazza di Mattia sia stato picchiato nel periodo compreso tra l’agguato a Martina e l’arresto dei tre. Il sospetto è che si sia voluto intimidire proprio Schininà per non fargli venire strane idee in testa. Per impedirgli insomma di raccontare quello che sapeva una volta che ha scoperto che cosa avevano fatto i due picchiatori la notte tra il 20 e il 21 febbraio in via della Fonderia.
Kevin Mingoia, il presunto esecutore materiale, è ancora più giovane, ha da poco compiuto 18 anni ed è forse finito in una storia più grande di lui, anche se gli inquirenti lo descrivono come una persona già inserita in certi giri (la polizia, per esempio, lo ha fermato lo scorso 30 marzo insieme a un nordafricano accusato di aver picchiato e rapinato un omosessuale agganciato sulla piattaforma Grindr).
Ieri Mingoia ha potuto incontrare brevemente i due avvocati che lo difenderanno in Tribunale, Alessandra Mattei e Antonio Bertei ed è apparso molto provato. I tre arrestati sono tutti alla Dogaia in regime di detenzione ordinario ma ovviamente non possono avere contatti tra di loro.
Potrebbe essere uno dei tre a rivelare agli inquirenti il nome del quarto che manca all’appello, cioè il secondo presunto aggressore di Martina. Se davvero gli indizi in mano alla polizia sono così pesanti, almeno uno dei tre potrebbe avere interesse a collaborare per ottenere un trattamento più clemente da parte della giustizia. Intanto proseguono le indagini per arrivare al picchiatore in fuga, che dovrà rispondere delle stesse pesanti accuse mosse già nei confronti degli altri tre.
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