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È Prato la “regina” del mercato delle auto: in città aumentano consumi e reddito
I dati dell’Osservatorio Findomestic fotografano una ripresa «piena» rispetto al pre Covid
PRATO. È la Toscana la regione che ha registrato i migliori risultati per la spesa di beni durevoli. La città in cui i consumi aumentano di più è Prato dove non si arresta il mercato automobilistico che vede un aumento d’acquisto di vetture nuove, una battuta d’arresto per quelle usate e un forte incremento dei motoveicoli. Un aumento si è registrato anche nel comparto dei mobili mentre sono diminuite le prestazioni elettroniche di consumo.
Secondo l’Osservatorio Findomestic, in collaborazione con Prometeia, Prato ha visto un incremento del reddito pro capite del 6,2% rispetto al 2021. Lo scorso anno i pratesi hanno speso in beni durevoli circa 3.147 euro a famiglia per un totale di 337 milioni e una crescita dello 0,9%. Tra i settori in crescita troviamo quello degli elettrodomestici con un record del 6,5% e quello del comparto mobilità. L’acquisto di auto nuove ha alimentato un mercato da 103 milioni di euro con un decremento del 2,5%. Si tratta del secondo miglior risultato in Italia, dietro solo a Milano, per il settore automobilistico. Il fatturato delle auto usate, invece, si è fermato a 65 milioni di euro, in discesa dell’1,8%, mentre quello dei motoveicoli ha toccato la vetta dei 9 milioni con un’accelerazione record del 18,1%.
Per quanto riguarda, invece, i beni per la casa troviamo il comparto dei mobili che è arrivato a 79 milioni con una crescita del 5,9%, quello degli elettrodomestici che ha superato i 29 milioni con un incremento del 5,8% e quello della telefonia con 25 milioni ha raggiunto il 13%. Una decrescita, invece, per le prestazioni di elettronica di consumo che è scesa a 14 milioni con una riduzione di mercato del 14,3% e di information technology che è calata a 13 milioni con una conseguenza di una riduzione dell’8,7% che costituisce il peggior risultato della nostra regione. «Noi di Confesercenti abbiamo notato che questo implemento della ricchezza e dei consumi si sta riverberando sui negozi di abbigliamento e anche nel settore della ristorazione e nei servizi e un aumento importante e tangibile nel settore del turismo. Una risalita che trova incipit in due settori ambiente e servizi ma anche il settore demografia, anche questo contribuisce all’aumento del reddito pro-capite. Attualmente l’amministrazione sta discutendo proprio adesso un piano strutturale che riguarda anche il commercio, dove una crescita e valutazioni nuove all’interno del piano possa ulteriormente contribuire a una crescita per il prossimo anno ancora più solida», spiega Stefano Bonfanti, presidente Confesercenti Prato.
«È plausibile che ci sia stato un aumento generalizzato perché il 2022 è stato un anno di rimbalzo importante da un punto di vista di economia viziato oggi da aumenti e costi di inflazione pesantissimi e quindi anche se aumentano i consumi in realtà il potere salariale dei cittadini non è così elevato perché abbiamo un tasso di inflazione troppo alto in questo momento. Siamo di fronte ad un aumento dei tassi d’interesse abbastanza pesante e questo influisce poi sull’economia domestica di ogni singolo cittadino» spiega Cinzia Grassi, direttore generale Cna Toscana Centro. Con l’aumento dello 0,9% Prato si pone sul podio nazionale seconda solo a Milano. Le famiglie toscane hanno mediamente destinato ai beni durevoli 3.065 euro. Mentre la provincia di Firenze ha continuato a collocarsi, anche nel 2022, ai primi posti della graduatoria del reddito disponibile su scala nazionale, classificandosi in sesta posizione. I fiorentini hanno, infatti, destinato all’acquisto di beni durevoli 1,41 miliardi di euro dato che ha visto una decrescita dello 0,7% rispetto al 2021 e una spesa media per famiglia che ammonta a 3.104 euro. Con 26.434 euro per abitante, Firenze è al primo posto in tutti i comparti per quanto riguarda il volume degli acquisti. Nel settore casa la spesa ammonta a 362 milioni di euro in mobili con un aumento dell’6,9%. Crescita anche dei prodotti di telefonia con 126 milioni di euro e una variazione di 13,3% si tratta della percentuale più alta all’interno della regione. Gli elettrodomestici, invece, hanno visto una crescita del 7,7% con 122 milioni di euro, il secondo dato migliore in ambito nazionale. Un leggero calo, invece, per i settori della information technology con una spesa di 59 milioni di euro vede una decrescita del 6,8% e l’elettronica di consumo che, con i suoi 58 milioni di euro di spesa, ha subito una perdita dell’11,4%. Sul fronte della mobilità, l’acquisto delle auto nuove ha subito un calo del 10,3% slittando ad una spesa complessiva di 328 milioni di euro, mentre quello delle auto usate è sceso a 309 milioni con una perdita del 3,3%. I motoveicoli, infine, hanno raggiunto un valore di 47 milioni con un incremento del 5,9% un risultato in linea con la media regionale.
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