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Prato, il mare arriva in città col nuovo Gioca Giò
Tra un anno sarà pronto il giardino “gemello” a San Giusto. Al via il cantiere con strutture anche per chi ha disabilità
PRATO. Come nuotare in una distesa di azzurro, galleggiare su una barca mollando gli ormeggi, arrampicarsi sui tentacoli di un polpo gigante facendo scivoli e tuffi dai nuovissimi trampolini elastici. “Andiamo al mare” restando in città, al parco Giocagiò: nel più grande parco giochi attrezzato di Prato, 2.000 presenze registrate nell’ultima domenica, i nuovi giochi a tema marino appena collocati faranno impazzire i piccini ma per usufruire del primo lotto appena riqualificato, costato 200mila euro all’amministrazione comunale, bisognerà attendere ancora un mese. Nel giro di due settimane bisognerà procedere con la piantumazione dell’area, un nuovo impianto di irrigazione e la risistemazione del vialetto con 15 panchine (raddoppiate rispetto al passato) e 15 alberi.
Sarà dunque un’estate ancora più divertente per i bambini che frequentano il parco, un vero polmone d’ossigeno a due passi dal Bisenzio, quasi 14mila metri quadrati attrezzati con 43 giochi gestiti dall’associazione Mercanzia: qui l’affluenza nei giorni feriali varia dalle 700 alle mille persone. Le attrezzature dell’area a tema marino sono state sostituite con un gioco-barca munito di scivolo, una forma di polipo per l'arrampicata e due trampolini elastici. Ma non finisce qui. L’amministrazione sta andando a gara per realizzare il secondo lotto dedicato ai giochi inclusivi sempre all’interno del parco di via Marradi. E si va a gara anche per l’altro “gemello” del Giocagiò che fra un anno sorgerà nella zona sud ovest della città, a San Giusto.
Burocrazia lumaca
Prima l’assessora alla città curata Cristina Sanzò e poi il sindaco Matteo Biffoni hanno voluto testare sul campo i due tappeti elastici, due new entry dell’area “Andiamo al mare”. Il cantiere è dunque in dirittura d’arrivo ma per completare il restyling dell’area bisognerà trovare fondi aggiuntivi con una variazione di bilancio: il raddoppio dei costi delle materie prime ha fatto slittare i lavori nel secondo lotto, “L’albero delle mele” che sorge proprio accanto all’area a tema marino. Per rifare quest’ultima, in definitiva, c’è voluto un anno. Il sindaco Matteo Biffoni si è tolto un sassolino dalla scarpa rispetto all’allungamento delle tempistiche su un’opera già esistente. «Tempi figli della lunga burocrazia italiana che impone percorsi lunghi su luoghi da riqualificare che esistono già. Ci siamo impegnati per un restyling di quello che è uno dei luoghi più amati per renderlo più fruibile e sicuro». Il parco ricade sull’area del Bisenzio e per intervenire ci sono volute delle autorizzazioni paesaggistiche più lunghe.
Giochi inclusivi
Un cantiere si chiude, un altro si apre. Servirà a creare un’area attrezzata con strutture ludiche inclusive, a misura di bambini con disabilità, grazie a un finanziamento regionale di circa 100mila euro per coprire la spesa del secondo lotto del Giocagiò. Il nuovo spazio, che sorgerà alle spalle del primo lotto, si colorerà con una locomotiva trainata da un vagone adatto a bambini con disabilità motoria, un tunnel, una tazza girante, un gioco a molla e altri giochi che riprendono il tema dei trasporti in collegamento con l’universo marino del primo lotto. «Tenendo conto del primo lotto da poco ultimato e del secondo in partenza, quest’anno il Giocagiò beneficerà di interventi per 300mila euro», sottolinea Sanzò.
Via Turchia
Sorgerà fra le case popolari e il Parco Prato, frutto di un finanziamento con fondi provenienti da indennità di disagio ambientale e risorse del Comune per un totale di quasi 900mila euro. Sul modello del Giocagiò, in una maxi area verde di via Turchia spunteranno giochi per bambini però un po’ più grandicelli, panchine e piantumazione di alberi, oltre a un chiosco per la somministrazione di cibo e bevande.
«Siamo a gara per quello che diventerà il secondo parco attrezzato per i bambini in un’area che non è stata scelta a caso – chiosa Sanzò - ma perché bisognosa di luoghi e spazi d’aggregazione».
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