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Prato

Il caso

Si intascavano i soldi dei cani smarriti, tsunami giudiziario al canile di Prato: arrestata la presidente e diverse denunce

di Matteo Leoni
Si intascavano i soldi dei cani smarriti, tsunami giudiziario al canile di Prato: arrestata la presidente e diverse denunce

Il vertice dell’associazione “Qua la zampa” che gestisce la struttura per animali “Il Rifugio” è adesso ai domiciliari: indaga la procura

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PRATO. È uno tsunami giudiziario quello che si è abbattuto sulla gestione del canile municipale “Il Rifugio” di Prato, affidata all’associazione “Qua la zampa”. Una persona, la presidente della stessa organizzazione, Patrizia Nocerino, 63 anni, sarebbe stata arrestata – ai domiciliari - e altre sono state denunciate: questi gli esiti delle indagini portate avanti da un’inchiesta della procura di Prato.

Martedì mattina i militari del Nas si sono recati negli uffici dell’assessorato all’ambiente. Secondo quanto appreso, avrebbero acquisito tutta la documentazione relativa agli ultimi dieci anni, per ricostruire i rapporti tra canile e amministrazione comunale.

Peculato, induzione indebita a dare o promettere, ricettazione e concorso in falso materiale in atto pubblico: sono questi i reati contestati dalla Procura a Patrizia Nocerino, presidente dell'associazione “Qua la zampa”, che gestisce il canile municipale 'Il Rifugio' di Prato, nei confronti della quale i carabinieri del Nas di Firenze hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Prato su richiesta della locale procura della Repubblica. Nel corso dell'indagine condotta dai militari del Nas di Firenze, coadiuvati dai carabinieri della Compagnia di Prato e assistiti dalle guardie zoofile dell'associazione pratese Earth, sarebbe stata riscontrata situazioni illecita relative alla condizione amministrativa del canile e alla gestione dei cani sottoposti a sequestro o comunque sottratti ai proprietari in seguito a controlli. In una nota firmata dal procuratore Giuseppe Nicolosi si legge che "l'attività d'indagine sinora svolta ha riscontrato l'indebita percezione di somme di denaro dai proprietari dei cani vaganti e catturati che avrebbe dovuto confluire nelle casse comunali quali spese per cattura e relativa sanzione amministrativa”.

E' stata riscontrata anche "l'indebita approvazione di cani di privati" prospettando "sanzioni non dovute" e un' ipotesi di ricettazione per "l'occultamento nel canile" di un animale finito al 'Rifugio' in seguito ad un'altra indagine. La Procura contesta anche "il concorso nella realizzazione di una falsa attestazione di riconsegna di un altro cane"

Massimo il sostegno arrivato, da subito, da parte del Comune di Prato attraverso una nota. «Sin dal primo momento gli uffici comunali hanno garantito massima collaborazione agli inquirenti che stanno portando avanti l'inchiesta su alcuni membri dell'associazione “Qua la zampa”, che ha in gestione il canile comunale. L'affidamento del servizio era stato rinnovato tramite gara a fine 2022. La continuità dello stesso sarà garantita, dato che gli animali hanno necessità di assistenza quotidiana e l'associazione è chiamata a rendere conto di come intende riorganizzarsi. In base agli sviluppi dell'inchiesta potranno essere valutati i provvedimenti necessari. L'Amministrazione si augura che quanto prima venga fatta chiarezza anche per tutti i membri dell'associazione stessa».

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