Prato, arriva il via libera della Regione al sottopasso lumaca del Soccorso
Ora si attende il disco verde del Ministero dell’ambiente per far partire i lavori. L’assessore Barberis: «La procedura doveva durare sei mesi, siamo a due anni»
PRATO. La telenovela infinita dell’iter per il sottopasso al Soccorso si arricchisce di una nuova puntata. Girata però a Firenze, non a Roma dove si attende il fatidico responso del ministero dell’Ambiente sul procedimento di Via (valutazione d’impatto ambientale). Che è sì di competenza statale ma occorre che il Ministero acquisisca il parere di competenza della Regione. E lo ha incassato con una delibera della giunta regionale approvata nei giorni scorsi.
Nel diluvio di carte bollate fra Prato e Roma, passando per Firenze, si innesta un tassello che potrebbe aprire uno spiraglio nel gioco d’incastri e attese che va avanti da quasi due anni: è il semaforo verde della giunta regionale al progetto di Anas, ai fini della pronuncia di compatibilità ambientale da parte del Ministero.
Un rapporto istruttorio di trenta pagine, quello firmato dall’architetta Carla Chiodini responsabile del settore Via/Vas, stilato dopo che l’autorità regionale ha provveduto ad acquisire sulla documentazione progettuale depositata ai fini della Via i pareri e i contributi tecnici di tutti gli uffici competenti.
«L’obiettivo del progetto – si legge fra le righe della delibera – è quello di risolvere importanti problematiche quali traffico, inquinamento acustico e qualità dell’aria, effetto “barriera” dell’infrastruttura, sicurezza; in particolare, l’intervento prevede di realizzare-ampliare un tratto di circa 1.100 metri di viale Leonardo da Vinci, di cui un tratto di circa 415 metri sarà interrato, prevedendo due corsie per senso di marcia».
Fin qui cose note, insomma. Gli uffici regionali hanno preso in esame tutti gli aspetti specifici relativi agli impatti previsti per l’opera e a tutte le misure di mitigazione e monitoraggio.
Il parere favorevole della giunta regionale fa sperare in tempi più rapidi per l’ok del Ministero: per dare gambe alla soluzione del tunnel, uno dei cavalli di battaglia della giunta Biffoni, manca solo la parola fine alla procedura di Via che chiuderebbe l’iter autorizzativo di questa infrastruttura molto attesa.
«Diciamo che siamo molto fiduciosi in tempi ragionevoli d’ora in poi – sottolinea il sindaco Matteo Biffoni – Il fatto è che sono stati irragionevoli i tempi prima».
Parere favorevole sì, ma subordinatamente al rispetto di una serie di prescrizioni tecniche e con la formulazione di alcune raccomandazioni.
Dal punto di vista ambientale e idrico, ad esempio, Anas dovrà trasmettere ad Arpat un documento sullo smaltimento di acque meteoriche e non, il censimento dei posti in emungimento, un sistema di drenaggio verticale della falda superficiale costituito da una serie di “punte filtranti”, oltre a una serie di misure di mitigazione sul piano del rumore e dell’atmosfera.
Fra le raccomandazioni, l’installazione di barriere acustiche di quartiere, un esame preliminare in tutte le aree di cantiere con particolare riferimento a quelle oggetto di scavo, idonei sistemi di rimozione acqua dalla galleria per evitare allagamenti, meccanismi di captazione di inquinanti generati dal traffico veicolare che, essendo più pesanti dell’aria, potrebbero concentrarsi all’interno del tunnel.
A quando dunque il cantiere? Ogni pronostico rischia di essere vanificato dai fatti, visto quanto è accaduto finora. «Dico solo che i tempi di una procedura di Via dovrebbero durare sei mesi – ricorda l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – Ormai siamo a due anni».
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