Italia
Pietà, la rivolta dei residenti contro la gang dei bestemmiatori
Troppi schiamazzi la sera e anche don Carlo si unisce alle proteste. I residenti sono esausti. In molti casi cercano di non uscire nel tardo pomeriggio, preferiscono starsene chiusi nelle loro abitazioni con le finestre serrate anche se è sempre più difficile tenere fuori le urla e gli schiamazzi
PRATO. Notti insonni e pomeriggi intercalati da musica a tutto volume, bestemmie, sgassate di motori, urla, schiamazzi e rumori molesti di ogni tipo: è quello che accade quasi ogni giorno alla Pietà. Autori dell’assillante frastuono a suon di pallonate contro pali della segnaletica o pareti delle abitazioni, sono un gruppo consistente di giovani, alcuni dei quali minorenni, che stazionano nella piazzetta della Pietà tra la chiesa e le basse abitazioni che formano le quinte di questo suggestivo palcoscenico naturale diventato da molti mesi punto di ritrovo di una banda di maleducati.
Ragazzi senza alcun rispetto che entrano sotto il loggiato della chiesa urlando e bestemmiando e in molti casi si introducono nella chiesa durante le funzioni. Arrivano nel tardo pomeriggio con le mini-car, accendono lo stereo squarciando la tranquillità del luogo dove si affacciano, oltre al giardino davanti alla parrocchia, una residenza per anziani e le abitazioni. Restano lì fino a tarda notte e poi se ne vanno lasciando i resti del loro passaggio come rifiuti, qualche bottiglia vuota, atti vandalici e in alcuni casi anche scritte ingiuriose sull’asfalto.
I residenti sono esausti. In molti casi cercano di non uscire nel tardo pomeriggio, preferiscono starsene chiusi nelle loro abitazioni con le finestre serrate anche se è sempre più difficile tenere fuori le urla e gli schiamazzi.
«Soprattutto il fastidio che riceviamo sono le continue bestemmie che vengono pronunciate da queste persone – spiega Walter, che abita nella casa che si affaccia sulla piazzetta – Anche noi siamo stati giovani e non nascondo che qualche volta si scendeva in piazza a giocare con il pallone, ma niente di più. Questi giovani arrivano con le piccole auto ci inondano con la musica ad alto volume e poi iniziano a bestemmiare. Non hanno rispetto per niente e per nessuno».
Ci sono ancora le tracce del passaggio del gruppo di giovani, qualche bottiglia vuota, sugli scarti di un pasto.
«Questa situazione va avanti oramai da tempo – dice Patrizia, un’altra residente – Quando viene la bella stagione non possiamo stare con le finestre aperte perché gli schiamazzi, le urla e le bestemmie entrano in casa. Nel corso dei mesi abbiamo spesso chiamato la polizia municipale che arriva, i giovani se ne vanno per un po’, ma poi il giorno dopo ritornano».
Il primo pomeriggio nella piazzetta della Pietà è ancora silenzioso. «Arrivano verso le sette di sera – dice Walter – e fanno danni: prendono a calci i cartelli oppure rompono i tombini che, una volta senza la copertura diventano pericolosi per chi cammina la sera con poche luci. Questi ragazzi sono arrivati qui lo scorso anno dopo un’aggressione avvenuta a una gelateria poco lontano da qui. Dopo quel fatto si sono spostati in questa zona. Come residenti chiediamo da tempo le telecamere perché possono diventare un elemento deterrente per questo tipo di persone».
Se si esce da questa piazzetta quadrata dove si affaccia il vecchio teatro Magnolfi, la situazione cambia del tutto.
«So che qui nel tardo pomeriggio e la sera sostano ragazzi che imprecano e schiamazzano – dice Loretta a passeggio con il suo cane – Io abito in via Gobetti e per mia fortuna sono distante dalla piazza e dai rumori, ma la sera evito di uscire».
Il gruppo come un caterpillar schiaccia ogni forma di educazione e rispetto per i luoghi e le altre persone, scagliandosi contro la chiesa di Santa Maria della Pietà.
«È una questione di malcostume – aggiunge il parroco don Carlo – Questi ragazzi arrivano la sera a bordo delle loro macchinine con la musica a volume altissimo, a palla, come si diceva una volta. Arrivano nel tardo pomeriggio e vanno avanti tutta la notte. Si cerca di sopportare, ma a volte è difficile. Il problema sarà nei prossimi mesi alla chiusura delle scuole, quando le persone saranno costrette a tenere le finestre aperte per il caldo. E poi spesso questi giovani hanno comportamenti non corretti contro i monumenti e le persone e ci ritroviamo con cartelli divelti, scritte ingiuriose sull’asfalto e altri atti».
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