Italia
Dettero fuoco a un magazzino: condannati i due incendiari
Si è concluso in Tribunale il processo per il rogo della Mitumba Tex di Oste ma dopo più di un anno non è ancora emerso il movente all’origine del gesto
PRATO. Gli incendiari hanno un nome, ma il movente, a distanza di oltre un anno, rimane un mistero che forse non sarà mai svelato.
Sono stati condannati in Tribunale i due albanesi che erano accusati di aver dato fuoco, la sera del 17 gennaio 2022, alla Mitumba Tex, il magazzino import export di indumenti usati di Francesco Izzo in via Puccini a Oste di Montemurlo. Si tratta di Eduart Bilalaj, 48 anni, difeso da Stefano Camerini, e Gazmend Bregaj, 46 anni, difeso da Cristina Masetti. Il primo, ritenuto l’esecutore materiale dell’incendio, è stato condannato a due anni e otto mesi, mentre il secondo, che era accusato di aver accompagnato il connazionale in via Puccini e aver fatto da “palo”, è stato condannato a un anno e otto mesi, con la sospensione condizionale della pena.
Che siano stati loro, secondo quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri e dal dibattimento in aula, lo proverebbero le immagini di una telecamera di sorveglianza dalle quali poi gli investigatori sono risaliti all’auto usata da Bregaj. Ma le immagini non possono dire niente sui motivi del gesto, né sull’eventuale mandante.
La sera del 17 gennaio dell’anno scorso Eduart Bilalaj avrebbe dovuto stare a casa perché si trovava agli arresti domiciliari in conseguenza di altri reati. Invece si mise d’accordo con Gazmend Bregaj per farsi accompagnare in via Puccini. Non un semplice passaggio disinteressato: la tesi degli inquirenti poi sposata dal Tribunale è che Bregaj fosse perfettamente al corrente di quanto stava per fare l’amico e gli abbia fatto da palo oltre che da autista.
Le immagini della telecamera di sorveglianza mostrano una figura che scavalca la recinzione e poi lo stesso uomo si allontana quando divampano le prime fiamme. Fin dall’inizio fu chiaro che si era trattato di un incendio doloso, un reato molto difficile da perseguire. In questo caso però la targa dell’auto usata per la fuga ha messo gli inquirenti sulla pista giusta. Gli arresti di Bregaj e Bilalaj scattarono nell’agosto dell’anno scorso. Nel frattempo Bilalaj era già stato nuovamente arrestato per altri motivi e l’ordinanza di custodia gli fu notificata in carcere, mentre Bregaj fu messo agli arresti domiciliari.
L’incendio del 17 gennaio divampò poco dopo le 19 e fu particolarmente violento. In pochi minuti le fiamme avvolsero l’intero capannone trovando facile esca negli indumenti ammassati al suo interno. Il rapido intervento dei vigili del fuoco, arrivati anche dal Distaccamento di Montemurlo, evitò però che l’incendio potesse propagarsi agli edifici adiacenti. Sul posto arrivarono anche il sindaco Simone Calamai e il suo vice Giuseppe Forastiero. Il titolare dell’azienda si è costituito parte civile e il risarcimento sarà quantificato in separata sede.
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