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Dopo dodici anni chiude il caffè aperto dagli amici delle medie: «Non è mai stato solo lavoro, ma dopo il Covid...»
Il locale pratese, ritrovo degli sportivi, è entrato in crisi dopo la pandemia
PRATO. «Per noi non è mai stato solo lavoro, abbiamo sempre dato il nostro massimo ed i clienti non erano ritenuti solo tali, con molti di loro si sono instaurate amicizie destinate a durare, ma la ripresa dopo il covid ci ha mostrato un cambio di abitudini nei consumi che non ci permette più di continuare con questa attività», il commento emozionato di Lorenzo Vannini, titolare del Caffè Lorenzo dal 2011, nell’annunciare la chiusura dopo dodici anni dell’attività in viale Galilei 9. Insieme a lui il socio Maurizio Pratesi, amici da una vita: «Eravamo in classe insieme alle scuole medie, ma è stato il gioco del rugby a rendere la nostra amicizia fraterna – spiega Lorenzo– l’esperienza lavorativa condivisa non è stata sempre semplice, ci sono stati momenti di euforia ed altri di sconforto, l’essere amici è stato vitale per affrontare insieme questi dodici anni».
Lorenzo e Maurizio avviarono la gestione del Caffè Lorenzo nel marzo 2011, un momento in cui la città stava attraversando un periodo ottimista e positivo, il bar negli anni aveva trovato la sua dimensione, aperto da lunedì al venerdì, ed aveva nel punto pranzo la propria peculiarità. «Abbiamo sempre creduto di dovere offrire un servizio veloce e di qualità ai nostri clienti, cercando di far sentire tutti come se fossero a casa. Dal servizio alla qualità del cibo, abbiamo sempre cercato di offrire il meglio possibile – racconta Vannini – prima del covid eravamo arrivati a fare oltre 60 pranzi tra servito e take away, eravamo consolidati con una clientela affezionata che con il proprio passaparola aveva accresciuto il nostro bacino di utenza».
A marzo 2020 la chiusura causa Covid-19 e da quel momento tutto è cambiato. «Sono stati mesi difficili da molti i punti di vista – racconta Lorenzo Vannini – l’incertezza sul futuro ha minato un periodo lungo delle nostre vite, inizialmente abbiamo reagito rinnovando gli ambienti e pensando nuove proposte gastronomiche per la riapertura, ma la ripresa tanto attesa non è mai arrivata. Ormai non possiamo che constatare che il covid ha cambiato per sempre le abitudini di consumo dei nostri clienti». In una città in cui i bar cambiano insegna ogni biennio, trascinati da franchising quasi sempre di breve durata, la gestione conviviale, accogliente e familiare di questi due ex rugbisti aveva creato una community attorno al bar, abituale luogo di ritrovo per fantacalcisti e tifosi della palla tonda, il lunedì dall’ora di pranzo era impossibile esimersi dal confronto sui temi calcistici , ma, grazie ai trascorsi ovali dei gestori, era l’abituale luogo di ritrovo degli appassionati di rugby pratesi.
Nei 12 anni di Caffè Lorenzo si sono alternate molte attività extra: «In questo bar abbiamo visto partite di rugby e di calcio – racconta Vannini – avremmo volentieri ospitato la visione di altre due edizioni dei mondiali, ma purtroppo l’Italia non ha partecipato. Il brunch è stata un’altra esperienza, ma nel tempo l’esperienza che ci ha reso più orgogliosi è stato il “Giovedì popolare”, promosso e proposto dal 2013 al 2016, un format di serata con ragazzi in età universitaria che volevano divertirsi, ballare e bere bene a basso prezzo, diciamo che siamo stati contemporanei con l’inizio della movida del centro che si è sviluppata fino ai giorni nostri». Lorenzo e Maurizio non abbandoneranno i loro clienti e la ristorazion: «Continueremo a gestire il Chiosco sulle rive del Bisenzio».
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