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L’artista toscano che sfida gli ayatollah iraniani a casa loro

di Alessandro Formichella
L’artista toscano che sfida gli ayatollah iraniani a casa loro

I “Tondi” di Moriconi esposti a Kiev e a Teheran grazie a una fitta rete di contatti «Le mie opere presenti nei luoghi cruciali del mondo per sfidare guerre e regimi»

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POGGIO A CAIANO. Superare e aprire le frontiere del mondo. È il lavoro di Mauro Moriconi, artista di Poggio a Caiano, insegnante, che proietta immagini e opere riprese da Klimt per entrare in Iran e in Ucraina. I suoi lavori, con una rete di persone e il passa parola, sono state affissi nelle principali piazze di Kiev e di Teheran. Senza clamore, senza caos, ma con un messaggio chiaro e diretto contro ogni ingiustizia.

Questo il messaggio di Moriconi che ha superato oceani e migliaia di chilometri. «Alcune mie opere, della serie “Tondi”, sono presenti in due luoghi cruciali della terra in questo periodo storico, sfidando regimi dittatoriali e la guerra– spiega Moriconi –. Sono riuscito a collocare alcuni lavori nella città di Teheran, e uno in particolare nella famosa piazza Azadi, sulla torre che svetta al suo centro come simbolo della città. L’opera nasce dalla fusione di un mio lavoro con il “Bacio” di Klimt, ed esprime un messaggio di libertà unico e bellissimo in un momento in cui il governo inasprisce la attività di repressione delle proteste a livello nazionale. Il “Tondo” ritrae un uomo e una donna nell’atto di baciarsi. I loro volti non sono oscurati e la donna non indossa il velo, un atto di sfida ancora più esplicito che si riferisce al presunto crimine che ha scatenato le proteste in Iran».

Altri lavori dell'artista di Poggio a Caiano stanno popolando Kiev e la capitale dell'Iran. «A Kiev sono riuscito a collocare la raffigurazione di un mondo surreale tinteggiato dei colori della bandiera ucraina. Le mie opere rappresentano ambienti difficilmente collocabili in tempi e luoghi definiti. Gli affioramenti di isole, le desertificazioni, le glaciazioni e le derive dei continenti che s’intravedono verosimilmente in tali panorami accendono l’immaginazione e sollevano inquietanti dubbi sull’origine e, soprattutto, sul destino del nostro mondo. Lo sguardo di chi osserva, al di là di ogni parametro culturale, esperienziale e formativo, filtra e completa di senso opere che raccontano un presente che ha rinunciato a ogni pretesa di oggettività, dove rappresentare diventa sempre più sinonimo di rivelare», dice ancora l'artista.

Eppure Mauro Moriconi, per fare tutto questo non si è mai mosso da Poggio. Una fitta rete di contatti con il web e di suoi seguaci sulle pagine delle sue opere, ha fatto sì che con il metodo più antico del mondo, come quello di un'opera stampata e inviata con una busta, abbia stralciato frontiere e controlli. C'è chi i "Tondi" di Moriconi li ha affissi come messaggio chiaro e senza ambiguità. Da Poggio a Caiano a Kiev e a Teheran.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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